Il piano dell’Ausl rivolto alle strutture per anziani

Pazienti malati isolati, una Cra Covid a Guastalla, formazione del personale assunzione di infermieri e una équipe di specialisti

REGGIO EMILIA

L’Ausl ieri ha reso noto gli interventi messi in atto per contrastare l’epidemia nelle case di riposo. In una nota, dove non vengono però forniti chiarimenti sui dati dei decessi e dei contagi, viene illustrato il Piano per le case di riposo messo in atto in collaborazione con la Conferenza sociale sanitaria territoriale e gli enti locali. Piano approvato il 19 marzo e in parte già illustrato dalla Gazzetta di Reggio in vari articoli.


Fin dall’inizio dell’epidemia, ai primi di marzo, gli enti gestori hanno limitato rigidamente l’accesso ai visitatori esterni.

Si è reso poi necessario prevedere la possibilità di isolare persone con un quadro clinico sospetto, individuando zone dedicate all’interno delle strutture.

Questo ha comportato il blocco temporaneo di nuovi ingressi nelle strutture, in particolare quelle con contagi.

Fin dall’inizio del diffondersi della infezione da Covid-19 si sono realizzati incontri con gli enti gestori dei servizi anziani e disabili e con Auser finalizzati a dare indicazioni relative ai comportamenti per ridurre il rischio.

Al fine di garantire continuità nell’assistenza agli anziani nelle case di riposo l’Ausl ha provveduto a reperire infermiere e Oss nelle strutture con problemi di personale (sono molte in provincia), assegnando anche propri dipendenti.

Quando l’epidemia è scoppiata molto personale non aveva dispositivi di protezione adeguati ma l’Ausl assicura che attualmente i pazienti in isolamento sono trattati solo da operatori dotati dei necessari dispositivi. A livello provinciale, come noto, si è andati alla individuazione di una casa di riposo Covid a Guastalla che, nei suoi 38 posti letto, sta accogliendo pazienti positivi non autosufficienti, dimessi dall’ospedale e/o provenienti dal domicilio residenti in tutta la provincia. Dal 25 marzo scorso, professionisti dell’Azienda Usl formati ad hoc vanno nelle strutture per sottoporre a tampone gli ospiti sintomatici in modo da poter intervenire tempestivamente. L’Ausl ha inoltre varato una task-foce per supportare le case di riposo composta dai geriatri distrettuali, dai palliativisti, dall’infettivologo. —

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