Rapina la farmacia di via Pansa ma viene arrestato dalla polizia

Armato di coltello, un bandito di 36 anni torna a colpire dopo una settimana ma viene subito preso 

REGGIO EMILIA. A distanza di una settimana esatta ancora una rapina alla farmacia di via Pansa e con le stesse modalità, ma stavolta il malvivente non l’ha fatta franca e per la questura è lo stesso che era entrato in azione sabato scorso: Daniele Carugo, 36 anni, vive in città e ha dei precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio.

Ieri nel tardo pomeriggio, poco dopo le 18, il rapinatore tutto vestito di nero, con mascherina e cappello (lo stesso focalizzato dai testimoni nell’altro assalto) entra in farmacia e chiede di comprare delle siringhe. La farmacista prende le siringhe ma non fa in tempo a consegnarle che il malvivente ha già estratto un coltello da cucina e lo punta, minaccioso, verso la donna. Vuole i soldi dell’incasso. Li ottiene e in fretta esce dalla farmacia. Un uomo in fuga che, però, viene individuato da un passante che lo segnala ai poliziotti. Il rapinatore ha imboccato la pista ciclopedonale di via Ferravilla. Un secondo testimone segnala la sua fuga al 113: ora è in via Modena. Sono minuti concitati. Volanti ed equipaggi della Digos che sono in zona per i controlli relativi al Coronavirus giungono velocemente sul posto. E l’arresto avviene a tempo di record. Carugo viene perquisito dagli agenti: ha con sè non solo il coltello da cucina, ma anche una pistola, uno spray al peperoncino e i soldi appena arraffati. Fondamentale per aver bloccato in fretta il rapinatore, oltre alle precise segnalazioni, anche la strategia del questore che dopo la prima rapina alla farmacia di sabato scorso, ha messo in campo ulteriori pattuglie in abiti civili, affinché coloro che si spostano in città per ragioni di necessità lo possano fare in tutta tranquillità. Un numero di forze tali sul campo, che la “rete” per catturare ieri il malvivente si è ben presto dimostrata efficace. Il 36enne è ora ristretto in carcere alla Pulce e affronterà – probabilmente domani – l’udienza di convalida dell’arresto. Rischia la doppia imputazione.


Nel precedente assalto alla farmacia di via Pansa, il finto cliente aveva chiesto un contenitore per le urine. Ma al momento di pagare estraeva una pistola, minacciando la farmacista e ordinandole di stare immobile. Davanti alla comprensibile esitazione della dipendente, il bandito si era “servito” da solo, prendendo il denaro dal registratore di cassa aperto. Impossessatosi delle banconote subito infilate in tasca, era poi fuggito dirigendosi verso il sottopasso che porta al palazzo di giustizia. A quel punto era scattata la telefonata della farmacista che allertava il 113, riferendo dell’avvenuta rapina. Sul posto erano piombate due pattuglie della Squadra Volante. Agli agenti la farmacista aveva descritto un giovane italiano, senza particolari accenti, con un paio di jeans e un maglione con cappuccio bianco. Poco dopo il maglione e la mascherina, gettati per terra, erano stati trovati in un’aiuola. —

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