Celebrazioni a distanza per l’Operazione Tombola

L’emergenza Covid fa saltare l’evento pensato per il 75esimo anniversario Video-omaggio: il figlio del suonatore scozzese si lancia dalla finestra in kilt

ALBINEA

Una celebrazione globale, anche se forzatamente virtuale. Ieri mattina Albinea ha ricordato l’Operazione Tombola, l’attacco al comando nazista della Linea Gotica occidentale situato a Villa Rossi e a Villa Calvi di Botteghe di Albinea compiuto il 27 marzo 1945. Un’azione che coinvolse paracadutisti inglesi e partigiani italiani e russi, negli anni celebrata da libri e da un disco dei Modena City Ramblers. Un momento particolare, dal grande impatto simbolico, che diede ulteriore spinta alla fase finale della lotta per la Liberazione. Nel 2020, per il 75esimo anniversario, il Comune di Albinea aveva pensato a una manifestazione in grande stile che avrebbe coinvolto diversi dei partigiani coinvolti all’epoca, le famiglie dei soldati britannici guidati da maggiore Roy Farran, al comando del 2° reggimento del Sas, oltre a delegazioni internazionali, fra cui quelle di Treptow-Kopenick, la municipalità gemellata da oltre vent’anni con Albinea. Un rapporto, quest’ultimo, figlio della guerra.


Nell’agosto 1944 cinque soldati tedeschi, da tempo in contatto con i partigiani, erano pronti a disertare. Vennero scoperti, per una fatalità, e uccisi dai commilitoni. Il loro capo, Hans Schimdt, era proprio di Treptow. L’emergenza sanitaria ha costretto a modificare il programma. La mattina è iniziata con una breve cerimonia a Botteghe, cui hanno partecipato il sindaco Nico Giberti e il presidente dell’Anpi albinetana Simone Varini, divisa fra il monumento nella piazza del borgo e Villa Rossi, davanti alla lapide che ricorda i 3 militare inglesi morti durante l’azione James Arthur Riccomini, Sidney Elliott Guscott e Stanley Bolden. Questa parte è stata trasmessa sulla pagina Facebook del Comune di Albinea, che ha poi presentato il video assemblato con saluti e contributi di tutto il mondo, letteralmente. Matteo Incerti, autore del libro che ha rilanciato la vicenda dell’Operazione Tombola, ha lavorato assieme alla videomaker Silvia Degani per assemblare il tutto, fra parti odierne e sezioni d’epoca, con la collaborazione di Incerti, Valentina Ruozi, Corrado Ferrari e Simone Varini. Nel filmato, visibile anche tramite il sito del Comune, parlano i 6 partigiani ancora in vita presenti quel giorno a Botteghe: la staffetta Giovanna “Libertà” Quadreri, Livio “Delinger” Piccinini, Arnaldo “Macario” Ferri da Novara, Roberto “Fanfulla” Trinelli dalla Sicilia, Mercedes “Tundra” Zobbi, Libero “Iames” Bonini. Con loro, Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers e i parenti dei soldati britannici, compreso Lee Kirkpatrick, figlio di David, il “mad piper” che il 24 marzo di 75 anni fa si lanciò col paracadute in kilt ai piedi del Cusna. Lee ha ricordato il gesto del padre lanciandosi da una finestra della sua abitazione di Elgin, in Scozia, rigorosamente in kilt, al grido di “chi osa vince”, il motto delle SAS britanniche. Anche la municipalità di Treptow nei giorni precedenti ha voluto mandare il proprio contributo: un filmato introdotto da un intervento in italiano del sindaco del quartiere berlinese e concluso con l’esecuzione di “Bella Ciao” da parte di un coro giovanile. Non mancano alcuni pensieri della senatrice Liliana Segre, che ad aprile sarebbe dovuta arrivare a Reggio per la cittadinanza onoraria. «Avremmo voluto che queste celebrazioni fossero ben altra cosa – dice Giberti, che cerca di guardare avanti –. Il ricordo di questo atto di guerra per tutti noi era diventato un momento di festa e di amicizia per ritrovarci. Ripensare al sacrificio di quegli uomini mi commuove soprattutto oggi. L’azione di quella notte ci deve infondere coraggio: grazie al loro esempio dobbiamo trovare la forza di superare questo momento». —

Adriano Arati

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