Coronavirus, poliziotti in borghese per smascherare i furbetti dell'autocertificazione

Dopo i controlli su strada seguono gli automobilisti per verificare che vadano dove hanno dichiarato. Ieri la prima denuncia

REGGIO EMILIA. Non solo semplici controlli lungo le strade. I poliziotti, ora, girano anche in borghese per verificare che le giustificazioni fornite da chi circola siano vere. L’obiettivo è far rispettare le disposizioni emanate per limitare i contagi da Covid-19.

È proprio durante questo tipo di attività che, nella giornata di ieri, è stato scoperto un “furbetto”. Gli agenti in borghese della squadra mobile hanno seguito alcuni automobilisti dopo che erano stati fermati dai colleghi per un controllo. Per due automobilisti nessun problema: entrambi si sono diretti dove avevano dichiarato di dover andare. Per il terzo, invece, è scattata la denuncia. Nel momento del controllo, l’uomo aveva dichiarato di doversi recare in un vicino supermercato per fare la spesa ma, una volta ripartito, non si è fermato dove avrebbe dovuto. L’auto è stata bloccata dai poliziotti in borghese quando era quasi alle porte della città, in direzione Modena.

Gli agenti sotto copertura si sono poi concentrati sul controllo delle aree verdi, dove hanno assistito ad assembramenti ingiustificati ed illeciti. Le scuse fornite (“sono appena arrivato”, “stavo andando al supermercato”…) si sono rivelate inutili.

Alla luce di quanto emerso, il questore Giuseppe Ferrari ha deciso di prolungare l’attività sotto copertura degli agenti, per evitare che qualche cittadino possa sfruttare le autogiustificazioni per ragioni che esulano da quelle lavorative, di necessità e sanitarie.