Coronavirus, anche Google scommette sulla reggiana “VicinoeSicuro”

Dal colosso di Mountain View arriva una licenza gratuita per estendere in tutta Italia la mappa dei servizi a domicilio

REGGIO EMILIA. Qualcuno dirà che in questo periodo di emergenza mondiale è normale che anche i giganti del web tendano a mostrare il lato umano.

La realtà è che a Reggio Emilia qualcuno ha avuto una bella idea e dalle parti di Mountain View – per dirla come va detta in questi casi – hanno messo “Mi Piace”.


Stiamo parlando di “Vicino&Sicuro” la mappa interattiva pensata da un gruppo di giovani reggiani per mettere in collegamento coloro che – in questo momento di emergenza legata all’epidemia di Coronavirus – cercano e offrono servizi a domicilio. Mappa preziosa, importante, per tutti coloro che sono costretti a stare chiusi in casa. Non a caso sono passati appena dieci giorni da quando Daniele Sghedoni, Alfredo Colella e Cristiano Ferrari (ai tre in queste ore si è aggiunto il milanese Francesco Del Bosco, manager di Woorlich) hanno messo online – anche con una pagina dedicata su Facebook – questa mappa aggiornabile in tempo reale, e oggi questo strumento è tra i più utilizzati. A Reggio e non solo. Dentro ci sono artigiani commercianti e altri erogatori di servizi che sono disponibili a consegnare beni e servizi a domicilio.

«Siamo partiti inizialmente su Reggio, ma poi abbiamo ricevuto quasi subito richieste di adesioni da altre città», spiega Sghedoni. A quel punto, però, tutto rischiava di doversi fermare.

L’idea dei tre reggiani è infatti all’insegna del pieno volontariato: Sghedoni è un giovane manager del gruppo Benetton, Cristiano Ferrari è un esperto di comunicazione digitale e Alfredo Colella è titolare di piccola impresa sempre nel campo del digitale: la mappa pensata dai tre reggiani è stata creata sulla piattaforma di Google Maps che per l’utilizzo dei suoi tools ha regole e soprattutto tariffari. Fino a 200 dollari l’utilizzo delle mappe di google è gratuito. Superata quella soglia, occorrono delle licenze che normalmente si pagano al colosso della Silicon Valley.

«In pochi giorni – racconta Sghedoni – avevamo raccolto centinaia di richieste di adesione, al punto da rendere inevitabile la creazione di una mappa a livello nazionale. Per poter fare questo avevamo bisogno di una licenza. Per questo ho scritto a Google, sottoponendo il problema e soprattutto spiegando loro i termini della questione, ovvero le ragioni che avevano portato alla creazione della nostra mappa».

Il risultato? «In pochissimo tempo, Google ha risposto, fornendoci una licenza ulteriore per 2.500 dollari, attraverso la quale ora possiamo essere on line con una mappa su scala nazionale».

E in questa mappa cosa si trova? «In queste ore – dice – abbiamo inserito tutti e 50 i punti vendita Picard su Milano e altrettanto stiamo per fare su Torino, dove abbiamo trovato grande interesse anche da parte della Confesercenti locale».

Invero, l’interesse sembra crescere man mano che ci si allontana dai prati di casa. «Abbiamo cercato di coinvolgere anche gli enti locali reggiani – dice Sghedoni – ma sin qui con poco successo. A Ferrara e Modena invece abbiamo trovato più attenzione».

Invero, nella mappa anche Reggio fa la sua parte grazie a realtà coinvolte dalla Confcommercio provinciale. «Abbiamo registrato adesioni da Bologna, Brescia, Cuneo, Barletta, Modena, Firenze, Ancona. In tutto sono al momento oltre 350 le attività inserite nella mappa».

Numeri che dicono che l’idea funziona, e che potrebbe funzionare anche quando ci saremo messi finalmente alle spalle questa terribile avventura della pandemia. —

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