Ex Kis, sono arrivate altre due denunce

Il comandante della polizia locale contro Brunazzi e un amico per le frasi su Facebook relative agli striscioni esposti

LA REPLICA

«A Cadelbosco le istituzioni vengono usate a piacimento. Si gioca da tempo, facendo uso di trasformismi e mistificazioni. Si usa denunciare a titolo personale». E’ il commento di Marino Zani, capogruppo di “Cadelbosco per tutti”, dopo che alcuni cadelboschesi si sono presentati alla polizia postale dopo la denuncia-querela da parte dei consiglieri comunali di maggioranza Belpoliti, Carbognani, Capperi, Fornaciari, Gibertini e Minari con l’accusa di aver partecipato direttamente (come interlocutori) o indirettamente (in quanto amministratori di una pagina Facebook di Cadelbosco) a una discussione tenutasi a dicembre 2019 il cui argomento verteva sulla questione ex Kis.


«Cerchiamo di scoprire le carte in tavola una volta per tutte, caro sindaco – afferma ora Zani –. Non è a conoscenza del fatto che oltre la metà dei suoi consiglieri ha presentato una denuncia a carico dei suoi stessi cittadini? O sono i suoi stessi consiglieri che non hanno ritenuto fondamentale riferirle quanto avevano in progetto di attuare? Non si accorge che la capogruppo Carbognani e metà del gruppo consiliare interpretano il loro ruolo denunciando cittadini che dissentono sui social? Non si è accorto che quanto deliberato l’11 settembre in consiglio comunale ha segnato l’inizio delle contestazioni sull’area ex ceramica Kis? Non si accorge che le segnalazioni che le sono arrivate relative allo stato di degrado in via Gabella sono rimaste sostanzialmente senza ascolto anche dopo i fatti tragici che hanno portato al decesso di una giovane donna? Ci sconcerta anche il comportamento ambivalente del nostro sindaco – continua Zani –. In occasione dell’incontro preelettorale del 16 gennaio scorso il nostro massimo rappresentante istituzionale locale decide di non rispondere alle domande di alcuni cittadini presenti tra il pubblico e viene “protetto” dal suo segretario del Pd, che lo relega al ruolo di comune cittadino. E il sindaco tace, senza mostrare invece di essere in grado di sostenere con orgoglio il suo ruolo istituzionale. Altra situazione imbarazzante si presenta quando lo stesso sindaco dichiara, in merito alla richiesta di delucidazioni riguardanti l’iter autorizzativo sull’area ex Kis, di essersi rivolto a un legale a titolo personale: ancora un’iniziativa che ha il sapore di iniziativa individuale e poco di interesse pubblico. Ma torniamo alla denuncia rivolta ai nostri cittadini. Si aggiunge a una serie oramai indecente di episodi che stanno svilendo la nostra comunità, messi in atto da questa Amministrazione facile agli ammonimenti per via legale e poco propensa al dialogo. Ne ricordiamo alcuni per dovere di cronaca: intimidazioni con chiamate dai carabinieri; parziali verità e scarse informazioni dichiarate in assemblea in merito all’area ex Kis; applicazioni contestabili del nuovo regolamento di polizia urbana in merito all’esposizione delle bandiere e striscioni dissenzienti sulla “Fabbrica delle polveri”; mancata presa di distanze in merito all’episodio riprovevole che ha visto come protagonista Ivano Manicardi, presidente Anpi. Ora si aggiunge questo gravissimo capitolo di denunce a cittadini cadelboschesi da parte di consiglieri comunali, in veste di cittadini privati. Chi ha utilizzato i social voleva semplicemente essere ascoltato e manifestare la contrarietà chiedendo risposte concrete che non sono mai arrivate».

Zani esprimere poi la solidarietà del gruppo di opposizione “Cadelbosco per tutti” alle sei persone denunciate dai consiglieri di maggioranza: Andrea Puglisi e i cinque amministratori della pagina Fb “Se sei di Cadelbosco”, che con i suoi oltre tremila cittadini partecipanti è luogo di discussioni sui problemi e sui fatti del paese.

«Crediamo – conclude Marino Zani – che il sindaco e la sua squadra siano inadeguati a gestire il presente e programmare il futuro degli oltre diecimila abitanti di Cadelbosco che sono chiamati a rappresentare. Il presidente Mattarella, come da noi già ricordato in consiglio comunale, ha sottolineato di recente: “L’indifferenza è l’anticamera delle barbarie”. Intendendo in tal modo dare valore e risalto alla necessità di confronto e di ascolto». —

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