Il Comune risponde alla Ronchi «Sosteniamo gli atti antimafia»

Il pm ha rimarcato la mancata costituzione di parte civile, è polemica Bizzocchi (Fratelli d’Italia): «Segnale grave dall’ente pubblico, va fatta chiarezza» 

REGGIO EMILIA. In Assise ha ringraziato venerdì, con trasporto – in apertura della lunga ed articolata requisitoria – tutti i partecipanti (stampa compresa, ndr) al delicato processo sui due omicidi in odore di ’ndrangheta del 1992, ma contemporaneamente la pm antimafia Beatrice Ronchi non ha voluto nascondere il suo disappunto per la scelta del Comune di Reggio Emilia (in cui fu ucciso Nicola Vasapollo il 21 settembre ’92) di non costituirsi parte civile. «Spiace e sorprende che non sia presente il Comune di Reggio Emilia» ha scandito il magistrato, il che ha messo logicamente in risalto la direzione opposta presa dal Comune di Brescello (teatro dell’omicidio di Giuseppe Ruggiero il 22 ottobre ’92) che ha voluto essere parte processuale e venerdì ha espresso la costituzione di parte civile con la significativa presenza in aula del sindaco Elena Benassi. Alla bordata della pm Ronchi risponde il Comune di Reggio Emilia, ma senza spiegare il perchè l’ente pubblico non ha ritenuto di scendere in campo con la costituzione di parte civile: «L’Amministrazione comunale di Reggio Emilia sostiene, ha sempre sostenuto e continuerà a sostenere la delicata ed essenziale opera della magistratura – evidenzia Nicola Tria, assessore alla Legalità – che sta facendo luce sui fatti di ‘ndrangheta che hanno interessato questa provincia. Questo senza nessuna eccezione, compreso l’importante lavoro che la pm Beatrice Ronchi insieme a tutta la Procura Dda di Bologna ha condotto in questi anni dal processo Aemilia fino all’attuale processo agli omicidi del 1992. Lo ha fatto e lo fa con la costituzione di parte civile in primo grado e in tutti i successivi gradi di giudizio del processo Aemilia, tanto a Reggio Emilia quanto a Bologna, e non di meno con lo sforzo significativo che ha visto l’Amministrazione in prima linea, con uomini e risorse, a realizzare l’aula in cui si è svolto il dibattimento. L’impegno, chiaro ed inequivocabile, preso sul piano istituzionale – prosegue Tria – per mettere in campo strumenti sempre nuovi e possibilmente sempre più efficaci per prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata continuerà a concretizzarsi, a partire dal lavoro della Consulta per la Legalità, ma non solo, anche nei prossimi mesi e nei prossimi anni. E il lavoro fondamentale – conclude – portato avanti dai magistrati è, e sarà, la bussola in grado di orientare scelte e decisioni».

Di tutt’altro tenore il commento di Alberto Bizzocchi, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia: «Grave segnale da parte dell’Amministrazione comunale. Riteniamo doveroso esaminare da vicino la questione, dal momento che Aemilia è un fardello che tutta la città si è portata sulle spalle per anni. L’atteggiamento del Comune di Reggio Emilia che non si è costituito parte civile – a differenza di Brescello, che con il sindaco Benassi, ha dimostrato trasparenza e correttezza civile verso la propria cittadinanza – getta una grave tegola nella storia del nostro paese reggiano. Evidentemente l’Amministrazione comunale non ritiene importante, dover assistere alla requisitoria del più grave fatto di mafia che ha sconvolto il nord Italia, con efferati omicidi e fatti di cronaca degni di un racconto criminale. Auspico una forte presa di posizione da parte del primo cittadino, facendo chiarezza su questo comportamento non rappresentativo di una città già duramente colpita dai fatti accaduti». —


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