Anche Reggio Emilia in piazza per la libertà di Patrick Zaki

La manifestazione di solidarietà a sostegno del ricercatore arrestato in Egitto. E il Pd in consiglio comunale propone di intitolare a Regeni un’aula della Panizzi

REGGIO EMILIA. #FreePatrickZaki. Anche Reggio Emilia, al pari di tante altre città italiane, si è mobilitata in una manifestazione di solidarietà nei confronti di Patrick George Zaki, attivista e ricercatore egiziano di 27 anni che frequenta l’Università degli studi di Bologna e che si trova dal 7 febbraio scorso in detenzione preventiva nel suo Paese d’origine.

Zaki è stato arrestato con le accuse di “diffusione di notizie false”, “incitamento alla protesta” e “istigazione alla violenza e ai crimini terroristici”, per una decina di post pubblicati su Facebook e per la sua collaborazione all’associazione “Iniziativa egiziana per i diritti delle persone”.

A lanciare la mobilitazione per chiedere la sua immediata liberazione è stata Amnesty International: un appello al quale hanno risposto numerosi reggiani, trovando l’adesione di sigle come Anpi e Cgil, oltre all’appoggio dell’Università degli Studi di Modena e Reggio, scesi in piazza Prampolini in difesa del giovane ricercatore.

«Questa vicenda – osserva il rettore Unimore, Carlo Adolfo Porro – merita la massima attenzione. La difesa dei diritti fondamentali di ogni essere umano è un principio fondativo condiviso da tutta la comunità accademica italiana. Nell’esprimere la mia vicinanza e piena solidarietà allo studente e alla sua famiglia, tengo a comunicare che a breve la mozione dell’Alma Mater sarà portata all’attenzione degli Organi accademici dell’Università di Modena e Reggio».

E mentre si mobilita per la liberazione di Zacki, Reggio non dimentica Giulio Regeni. Per ricordare il dottorando italiano sequestrato e ucciso Al Cairo nel 2016, il gruppo Pd in consiglio ha proposto di dedicare alla sua memoria un’aula studio della Panizzi. La mozione sarà discussa lunedì in sala Tricolore. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA.