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Degrado a Reggio Emilia, decine di pile esauste gettate in piazza San Prospero dagli ambulanti del mercato

Il gesto di inciviltà si verifica ogni giorno davanti nella centralissima piazza. Le batterie vengono utilizzate per alimentare alcuni giochi elettronici in vendita

REGGIO EMILIA. Uno spettacolo indecoroso, segno di grande inciviltà e profonda noncuranza per la città e per la salute dei tanti bambini che tutti i giorni passano in quel luogo. Piazza San Prospero, una delle anime del centro storico, è assediata da tempo da un problema tutt’altro che secondario.

L’abbandono delle pile esauste direttamente in terra, con il risultato che queste si incastrano inevitabilmente fra i sampietrini della piazza stessa, spesso rotti o dissestati. Un comportamento che è facilmente riconducibile ai responsabili. Basta passare per la piazza in un qualunque giorno di mercato per notare alcuni ambulanti che, non potendo depositare le batterie nel contenitore apposito – sempre stracolmo – invece di conservarle e smaltirle correttamente le gettano semplicemente sul terreno.

E così le pile, che un tempo davano energia a giochini elettronici di dubbio gusto esposti sulle bancarelle, restano lì in attesa che gli addetti di Iren le rimuovano tutte, o quasi tutte.


Alcune infatti, incastrate, restano lì, a portata di mano dei bambini a passeggio con le famiglie. Senza considerare il fatto che le batterie sono molto inquinanti poiché contengono metalli pesanti come piombo, cadmio, cromo e mercurio. Quest’ultimo elemento in particolare, anche se presente in quantità minime, è altamente pericoloso. Eppure, probabilmente, basterebbe sanzionare questi ambulanti incivili per porre fine a questo comportamento.

Secondo il Testo unico ambientale, infatti, chi abbandona i rifiuti è punito con la sanzione amministrativa da trecento a tremila euro, sanzione che raddoppia se questi rifiuti sono considerati pericolosi come, appunto, le pile.