In migliaia per i Nomadi, il concerto è sold out. La lunga giornata dei fan

Inizia il concerto dei Nomadi a Novellara tra applausi scrosciati

Il centro storico di Novellara preso d’assalto fino dal primo pomeriggio. Beppe Carletti: «Dopo la morte di Augusto ce l’abbiamo fatta solo grazie a voi»

NOVELLARA. Erano già migliaia ieri pomeriggio di sabato 15 febbraio, i fan dei Nomadi che hanno "invaso" pacificamente il centro di Novellara, in una giornata mite, baciata da un sole primaverile. In tanti sono accorsi, come ogni anno, per il Nomadincontro in ricordo di Augusto Daolio, indimenticato cantante della band novellarese scomparso nel 1992. La trepidante attesa per il gran finale della giornata, con il concerto serale dei Nomadi che ha visto il “tutto esaurito” e i fan entusiasti, è scivolata via con tante le cose da fare: uno scatto alla casa di Augusto nel quartiere “Cantarana”, il pellegrinaggio alla tomba del cantante, una passeggiata sotto i portici, l’inaugurazione dell’esposizione dei quadri di Augusto, e tanti amici “nomadisti” da salutare.

I fan dei Nomadi al concerto di Novellara

Molte le persone ai botteghini fin dal primo pomeriggio per assicurarsi i biglietti per il concerto. I fan più appassionati non si sono neppure voluti perdere le prove pomeridiane della band, in preparazione dello show serale. Dall'anno scorso il centro storico di Novellara ospita la kermesse, con la Rocca dei Gonzaga a fungere da punto focale della manifestazione. Infatti l'area-concerti col caratteristico teatro tenda, in passato allestito in una zona industriale, dal 2018 è stato spostata in un’area verde dietro la rocca, dove il Comune, guidato dal sindaco Elena Carletti, figlia di Beppe, vorrebbe creare un’area eventi permanente sotto lo sguardo di Augusto, il cui volto è ritratto da un murales dipinto sulla facciata di un palazzo adiacente.

Beppe Carletti sul palco di Nomadincontro 2020 ricorda Augusto


Il programma del Nomadincontro è partito alle 15 in rocca con la proiezione del film “La rugiada di San Giovanni”, con musiche di Beppe Carletti. Sempre in rocca, alle 17.30 tanti fan hanno partecipato all’apertura dell’esposizione delle opere a china e acquerello di Augusto Daolio. Un’occasione per Beppe Carletti, leader della band, e Rosi Fantuzzi, storica compagna di Daolio e responsabile dell’associazione “Augusto per la vita”, per salutare i tanti fan accorsi a Novellara. Presente anche il sindaco, che ha fatto gli onori di casa: «Come sempre, in questi due giorni di Nomadincontro, Novellara si rivela una città aperta a tante sollecitazioni e stimoli – ha detto la sindaca – che aprono, per così dire, un cartellone di eventi che si protrarrà per tutto l’anno. Ringrazio tutte le associazioni che anche quest’anno, con impegno e dedizione, hanno reso possibile questa manifestazione che ricorda la figura di Augusto Daolio».

Il concerto dei Nomadi inizia a Nomadincontro 2020

«Grazie a tutti per essere qui – ha detto emozionata Rosi Fantuzzi – Oggi si celebra un altro momento da ricordare nella lunga storia dei Nomadi. Ci sono momenti in cui io vedo la figura di Augusto legata indissolubilmente al suo paese. Augusto amava molto Novellara e la rocca, dove oggi sono esposti i suoi quadri che da sempre sono alla base per le iniziative di solidarietà organizzate in suo nome. Grazie alle generose donazioni ricevute dai fan, domani l’associazione “Augusto per la vita” consegnerà due borse di studio per la ricerca oncologica. Con gli anni, grazie al vostro aiuto, siamo riusciti a finanziare la ricerca raccogliendo un milione di euro. Augusto ne sarebbe molto felice».

Il leader dei Nomadi, Beppe Carletti, ha ricordato i momenti difficili ma anche i tanti traguardi raggiunti, con uno sguardo sul futuro: «È bello rivedervi, è bello farsi prendere ancora dall'amore per Augusto a 27 anni dalla sua scomparsa. Per 30 anni per me è stato un compagno di vita con cui non ho mai litigato, perché abbiamo sempre affrontato i problemi col sorriso. Dopo Augusto, non era facile ricominciare, ma ce l’abbiamo fatta grazie a voi. I Nomadi sono un’unione di forze tra chi sta sul palco e chi ci segue sotto il palco. Ecco perché – ha concluso – abbiamo avuto la forza di intraprendere un cammino lungo 57 anni, che ancora va avanti». —