Tutto pronto per i Viaggi della Memoria 2020, per ricordare l’Olocausto e i diritti umani riconquistati dopo il ’45

Lunedì partiranno le prime classi delle scuole reggiane. In programma visite anche allo Stadio Olimpico

REGGIO EMILIA. A Berlino sulle tracce della guerra, dell’annullamento, della Shoah, dei diritti umani stracciati e poi riconquistati.

Nella tarda serata di lunedì 10 febbraio partirà il primo dei tre turni del Viaggio della Memoria 2020 organizzato da Istoreco e rivolto alle ragazze e ai ragazzi delle scuole superiori della provincia reggiana. Un’esperienza che in oltre vent’anni ininterrotti di visite all’estero, sui luoghi del dominio e dello sterminio nazista, ha coinvolto oltre 17mila studenti, toccando oramai diverse generazioni nel suo cammino.


In questo 2020 la meta scelta è una delle più classiche, Berlino, capitale della Germania del Terzo Reich così come oggi della Germania riunita dopo la caduta del Muro, altro prodotto diretto della seconda guerra mondiale. La bellissima metropoli tedesca sarà la base delle attività delle varie classi. Ogni gruppo visiterà uno dei due campi di prigionia presenti nella zona berlinese, Sachsenhausen e Ravensbrück. Sachsenhausen è una delle prime strutture volute dal nazismo, pensata in origine per prigionieri politici e nemici del regime; Ravensbrück è invece il principale campo di detenzione femminile dell’intero territorio del Reich, usato per anni anche come area di addestramento per secondine e per le donne attive nelle SS.

Vi sono poi tappe legate direttamente e indirettamente all’Italia come il campo di lavoro di Schöneweide, luogo in cui passarono tantissimi Imi, i soldati catturati dai tedeschi sui vari fronti in cui erano alleati sino al 1943, mandati in Germania per essere sfruttati come schiavi. E vi è pure lo Stadio Olimpico, impressionante inno architettonico alla Grande Germania realizzato per le Olimpiadi del 1936, quelle dei trionfi di Jessie Owens, più recentemente teatro della vittoria mondiale della Nazionale di calcio nel 2006.

Per quattro giorni gli studenti procederanno a gruppi ristretti, così da poter effettuare visite efficaci, con guide in lingua italiana, prima di ritrovare alla classica commemorazione conclusiva, nel 2020 programmata a Karlshorst, nella zona est della città, nel palazzo in cui l’8 maggio 1945 venne firmata la resa tedesca.

Al Viaggio vero e proprio, studenti e insegnanti sono arrivati dopo un percorso preparatorio partito in autunno, diviso fra approfondimenti storici, laboratori con le pietre d’inciampo e incontri dedicati ai diritti umani e alla loro negazione. Il tema principale del Viaggio è proprio questo, si va dalle leggi razziali anti-ebraiche, promulgate in Germania nel 1935 e in Italia nel 1938, sino alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo nel 1948. Nel mezzo un decennio di genocidi, eliminazione di milioni di persone sia nella guerra sia nella prigionia: dagli ebrei agli zingari ai prigionieri slavi e agli internati italiani, tutte “razze” inferiori senza diritti a tutelarle.

Di questo si è parlato nella mostra in sinagoga promossa assieme a Mondinsieme e Amnesty così come nel momento più atteso, la testimonianza di Ernst Grube, ebreo tedesco imprigionato a Terezin che il 24 gennaio ha raccontato la sua storia davanti ai mille viaggiatori, al teatro Valli.