Coronavirus, a Reggio Emilia è psicosi mascherine: «Ci hanno chiesto 500mila pezzi»

Egidio Campari, direttore delle Farmacie comunali riunite: «Richieste assurde da chi fa vendite online, le mascherine in arrivo le terremo per gli ospedali»

REGGIO EMILIA. «Di scorte di mascherine ne abbiamo avute fino a pochi giorni fa, ci arriveranno altre partite, ma per ora l’articolo è esaurito e non intendiamo rifornire i nostri punti vendita per evitare l’incetta e le speculazioni che l’allarme coronavirus ha indotto. Meglio tenere le mascherine per chi ne ha davvero bisogno, come gli ospedali e gli ambienti sanitari».

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Egidio Campari, direttore generale di Fcr, è perentorio e mette in guardia contro la corsa alla mascherina che si sta registrando anche nella nostra provincia, dove pure finora non è stato segnalato alcun caso sospetto. Tuttavia, complici le notizie allarmanti e martellanti sul contagio mondiale marchiato Wuhan, in molte farmacie nostrane le mascherine sono introvabili: perlomeno un certo tipo di mascherina, quella con filtro in carbonio, ritenuta la più efficace per proteggere le vie respiratorie.



«Certo ci sono problemi di approvvigionamento, è una difficoltà mondiale. Il bello è che si tratta di materiale di bassa qualità e basso prezzo che ormai viene prodotto prevalentemente in Oriente (Cina, India) – prosegue Campari –. Ora che le mascherine non si trovano sui mercati di produzione, c’è chi le compra qui in Europa per rimandarle in Cina. Sono i paradossi del mondo globalizzato».



Il direttore generale mette in guardia su quanti, in questo frangente, intendono guadagnarci e pure parecchio, approfittando del meccanismo domanda-offerta. «Purtroppo queste epidemie, con la mobilità delle persone e con la resistenza dei virus, sono fenomeni che fanno paura, ma ci dovremo abituare. La responsabilità di ognuno è di dare informazioni corrette e per quanto mi riguarda voglio sottolineare che l’allarme è moderato. Purtroppo con l’allerta chi vuole speculare ha il via libera – prosegue Campari –. A noi sono arrivate le richieste più assurde, da parte di aziende o portali che fanno vendita online: addirittura una mail pretendeva una partita di 500mila pezzi. Intanto il prezzo sale: mascherine che prima costavano 4-5 euro le trovi sul web a 12-15 euro. Proprio per questo motivo Fcr ha deciso di non rifornire chi non conosciamo così come ha deciso di tenere le attuali scorte per i sanitari. Per camminare in via Emilia la mascherina è inutile».

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Ad essere esaurite non sono le semplici mascherine di velina (usate ad esempio dai muratori per proteggersi dalla polvere) o quelle (sempre di carta) pieghettate e rinforzate utilizzate dai chirurghi, bensì, ha spiegato il direttore generale, «le FPP3, un modello sofisticato con filtri sostituibili al carbonio in grado di trattenere particelle infinitesimali. Sono le cosiddette mascherine antinquinamento, ritenute più incisive, da noi poco diffuse. Ecco quelle ora le trovi sul web ad un prezzo triplicato».



Se il magazzino automatizzato all’avanguardia di Fcr in via Doberdò ha fatto una precisa scelta cautelativa nei confronti di aziende e ditte non abituali, ciò non toglie che le mascherine siano richieste anche dai cittadini privati che, per esempio, sono in procinto di prendere un volo aereo a lunga percorrenza.... «Sì, registriamo anche questo tipo di domanda domanda, ma non mi impensierisce. Forse in qualche farmacia c’è ancora la disponibilità di qualche scatola, non lo escludo, ma per il momento noi non riforniremo ulteriormente».