"Volevo nascondermi", un superbo Elio Germano nei panni del pittore Antonio Ligabue

La pellicola approda nelle sale il prossimo 27 febbraio. Il regista Giorgio Diritti: "C'è sempre un modo per essere se stessi ed essere amati e Toni Ligabue lo voleva senza mollare mai"

REGGIO EMILIA. Elio Germano torna al cinema come protagonista di "Volevo nascondermi", il film sul pittore di Gualtieri Antonio Ligabue, diretto da Giorgio Diritti.  L'attore romano vestirà infatti proprio i panni di Antonio Costa, conosciuto come Ligabue, immaginifico pittore dalla tragica vita nato in Svizzera e cresciuto poi nella nostra provincia, a Gualtieri, dove morì nel 1965. 

'Volevo nascondermi', Elio Germano è Ligabue, il pittore che parlava agli animali

Un artista folle, capace di dipingere e immaginare, leoni e giaguari, gorilla e tigri: animali mai visti dal vivo, ma ritratti grazie alla sua geniale immaginazione tra gli sterminati boschi di pioppi e sulle banchine del fiume Po.

«Si può nascere con una fisicità sgraziata, una mente velata da una moderata follia, ci si può sentire sbagliati, soli, o avere voglia di nascondersi per la "vergogna di esistere…" ma si può credere nel proprio talento e farlo diventare l'occasione del riscatto - dice il regista -. C'è sempre un modo per essere se stessi ed essere amati e Toni Ligabue lo voleva senza mollare mai».

"Volevo nascondermi", prodotto da Rai Cinema e Palomar con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, sarà in sala dal 27 febbraio distribuito da 01 Distribution.

Nel cast del film, oltre Elio Germano, troviamo anche Oliver Ewy (Ligabue da adolescente), Leonardo Carrozzo (Ligabue da bambino), Pietro Traldi (Renato Marino Mazzacurati), Orietta Notari (la madre di Mazzacurati), Andrea Gherpelli (il pittore Andrea Mozzali), Denis Campitelli, Filippo Marchi, Maurizio Pagliari, Francesca Manfredini, Paola Lavini e Gianni Fantoni.

Chi era mai Ligabue noto anche in Italia come "El Tudesc"? Affetto da gotta, rachitismo, psicolabilità e soggetto ad attacchi di furia talmente violenti da richiedere più volte nella sua vita il ricovero psichiatrico, era figlio di una donna italiana migrata in Svizzera. Affidato poi a una coppia del posto con la quale matura rapporti di amore e odio senza ricevere le giuste cure, a un certo punto Ligabue aggredisce la madre adottiva e viene espulso dalla Svizzera. Arriva così in Italia, dove vive tra mille disagi sulle rive del Po tra freddo e solitudine. È qui che inizia a dipingere per sfogare le sue infinite ansie ed è anche qui che incontra lo scultore e pittore Renato Marino Mazzacurati che lo introduce al mondo dell'arte e lo guida nelle tecniche. 

Una curiosità. 43 anni fa, esattamente nel 1977, andò in onda una serie tv Rai dedicata al pittore emiliano, interpretato da un allora poco conosciuto Flavio Bucci, un successo televisivo senza precedenti con milioni di telespettatori che ha lasciato un segno.