La reggiana che cucina kebab nel suo locale di Puianello

Lisa Zannoni nel suo locale di Puianello

Quattro Castella, Lisa Zannoni si è rimessa in gioco a 50 anni puntando sul Medioriente. «È un prodotto molto delicato e buono, qui mancava. E ora mi dà da vivere»

QUATTRO CASTELLA. Una reggiana ha scelto il kebab per lanciarsi nella sua nuova avventura lavorativa. Dopo anni di inattività come titolare – quando aveva soli 19 anni ha avviato un suo locale –, ma sempre trascorsi a lavorare nel settore della gastronomia, superati i 50 anni Lisa Zannoni, ha voluto rimettersi in gioco, facendo anche una scelta coraggiosa.Ha scelto, infatti, il kebab una specialità che affonda le sue radici nella gastronomia mediorientale, e in particolare in quella turca, iraniana e dei Paesi arabi, e da qualche anno ha aperto un suo punto di ristoro, il “Taza kebab”, a Puianello. Il locale si affaccia su piazza Gramsci, all’intersezione di due frequentatissime strade, la sp 21 che da Montecavolo porta ad Albinea e la statale 63 che collega Reggio Emilia alla nostra montagna. E sta avendo un ottimo riscontro.

Perché il kebab?

«Perché no? Quando si è trattato di scegliere cosa fare il sushi non era ancora esploso e la cucina cinese non è di mio gradimento. La cucina tradizionale? Troppa concorrenza. Quindi sono andata controcorrente. Ma sono stata premiata».

Gli affari vanno bene?
«Diciamo che non si naviga nell’oro. Ma mi dà da vivere».

E con soddisfazione si direbbe...
«Sì. Faccio qualcosa che mi piace molto e ho un discreto numero di clienti, soprattutto italiani».

Come è nata questa avventura?
«Dopo anni di inattività in proprio ho voluto ricominciare e mi sono chiesta quale fosse il prodotto che mancava sul mercato nella zona. Volevo stare qui a Puianello. Poi ho conosciuto il kebab e mi sono convinta fosse la cosa giusta. I permessi li avevo già dal 2012. Ho voluto cercare il locale giusto. L’ho trovato qui: è una zona di passaggio che collega diversi comuni. E ho aperto nel 2015».

Come ha conosciuto il kebab?
«Ho viaggiato, ho letto. Mi sono documentata. È un prodotto delicato. Prepararlo non è difficile, ma bisogna saperne di gastronomia. Sono importanti la qualità della carne e i tempi di cottura. Uso carne bianca e ho italianizzato alcune salse, che sono molto gradite. Ora c’è chi nella zona mi copia e va dicendo che è un mio socio. Ma non è vero».