Adesso basta, smammate da Bibbiano

L’editoriale di Stefano Scansani, direttore della Gazzetta di Reggio

Adesso basta. Smammate da Bibbiano, state alla larga dalla Val d’Enza. E se avete ancora qualcosa da dire e urlare allora citofonate alla Giustizia che il 14 gennaio ha chiuso le indagini e si esprimerà sulle ipotesi di reati gravissimi che punteggiano il caso affidi.

Ogni volta che si parla di Bibbiano è necessario distinguere fra la questione giudiziaria (sia rapida e spietata) e quella propagandistica che da mesi vomita un fiume di sciocchezze, instilla notizie artefatte, confonde la cronaca nera con l’ultima spallata alla Regione rossa. La distinzione è vitale perché mette in salvo un talento perduto, un equilibrio estinto: la ragionevolezza.

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Di conseguenza, vi pare ragionevole che la fine d’una campagna elettorale s’ammassi e si schianti in un paese grande come un fazzoletto? Che Bibbiano e la sua gente siano diventati epicentro e vittime della propaganda leghista, e poi il luogo della controffensiva delle Sardine? E, peggio che peggio, i bambini vengano ostentati per indurre quella commozione pascoliana, quell’irruenza carducciana e più che altro quella reazione arcaica al comunismo (“Chi salverà i nostri figli?” da un manifesto del 1943 della Repubblica Sociale Italiana).

Bimbi vittime di abusi, bimbi trofei emozionali della politica.

Non è ragionevole che nello stesso giorno e alla stessa ora a Bibbiano una piazza venga gremita da una folla che si dichiara pronta a liberare l’Emilia-Romagna, a mandare tutti a casa, e quell’altra piazza invasa da un popolo che reclama la moderazione dei toni, il ritrovamento della dialettica, la difesa del paese su delega dei cittadini (e del Pd)? Tutto ciò non è ragionevole, quindi non è normale.

Il 23 gennaio 2020 bibbianese passerà nella microstoria d’Italia come la data di un evento grottesco, anzi, il più lontano dalla sostanza di una campagna elettorale, il più distante dallo spirito di un’esposizione programmatica. Perché l’azione in corso è pre-politica e il suo obiettivo è la conquista del potere per via emotiva (solleticando il sentiment, dicono gli anglosassoni togliendo la o finale).

La ragionevolezza viene salvaguardata anche attraverso la coerenza. Che va gambe all’aria se, dopo averci propinato una insopportabile overdose di Bibbiano, le schiere leghiste ci propinano il loro digiuno di protesta per l’autorizzazione a procedere contro Salvini sulla vicenda del sequestro della nave Gregoretti; autorizzazione sollecitata ai suoi dallo stesso Salvini. Per il quale la parola digiuno dovrebbe suonare indigesta (per l’evangelico “Ero straniero e mi avete accolto, avevo fame e mi avete dato da mangiare” e per il ramadan islamico). Indigesta perché Salvini durante il porta a porta emiliano-romagnolo e calabrese si è fatto selfie con tutto il cibo possibile. Persuasione metabolica, infantile, paternalistica, citofonica...

Ingarbuglio i temi? Tradisco il filo conduttore? Sì: perché così assecondo la coerenza e la sostanza della proposta salviniana. Uso i suoi stessi toni e ardori: adesso basta, smammate da Bibbiano. Tornate a casa vostra.

Stefano Scansani



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