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Reggio Emilia, via Caggiati è una discarica a cielo aperto: «Unica via del ghetto ebraico ridotta così»

Nel cuore del centro storico di Reggio abbandonata a se stessa tra sporcizia, deterioramento e brutte frequentazioni

REGGIO EMILIA. Siamo nel cuore del centro storico, collegamento tra via Emilia Santo Stefano e Isolato San Rocco, dietro il comando dei carabinieri e a pochi passi dalla neo riqualificata piazza Gioberti, eppure più che una strada, via Caggiati appare una discarica a cielo aperto.

Muri scrostati e imbrattati di scritte, mozziconi di sigaretta, cicche e cartine a terra e nei tombini, vomito al ciglio della strada a fianco a un palo stradale staccato. E l’elenco non finisce qui: assenza di illuminazione pubblica, un manto stradale fatto di sole buche, cannucce e bucce di arancia sotto la vetrina di un negozio.


Una condizione di vero e proprio degrado quella in cui giace via Caggiati e che, a detta di chi la vive tutti i giorni, è una vera e propria costante. La zona, frequentata assiduamente durante le ore dell’aperitivo da giovani e universitari, per la presenza del rinomato ristorante e cocktail bar Hot Chili, nelle restanti ore del giorno è abbandonata a se stessa, diventando nelle ore più buie punto di ritrovo di drogati e spacciatori.

Come spiega Mauro Menozzi, artigiano da oltre 42 anni in via Caggiati: «Sembra una via dimenticata dal mondo, la sola nel quartiere ebraico di Reggio a trovarsi in queste condizioni. Per come si presenta, è un luogo prediletto per persone poco raccomandabili».

Eppure, stupisce che una laterale della via Emilia, per di più così vicino alle principali attrazioni della città, sia condannata a un tale degrado, tanto più se si pensa da quanti ragazzi reggiani è bazzicata. In centinaia, infatti, hanno come punto di ritrovo il noto locale del centro collocato nel quartiere ebraico.

Forse, questi stessi contribuiscono ad aggravare la situazione lasciando cannucce e mozziconi dove trovano, tuttavia assicurano i proprietari dell’Istituto Ottico Boselli all’angolo della strada, coinvolti in prima persona nella faccenda: «I ragazzi del “Messicano” sono bravissimi, dopo ogni serata si impegnano a ripulire il più possibile. Sono molto rispettosi dell’area, ma ciò nonostante le caratteristiche del luogo fanno sì che il mattino via Caggiati sia in condizioni pietose».

Al di là della sporcizia, ciò che preoccupa i commercianti della zona è il manto stradale, l’unico nel ghetto ebraico a non essere stato pavimentato. Un aspetto che contribuisce enormemente al grado di scadimento della strada. E ovviamente, una cosa tira l’altra, dato che la possibilità di agire indisturbati nell’ombra della notte e lontano da occhi indiscreti, porta vandali e malintenzionati a imbrattare muri, portoni e la stessa vetrina dell’ottica Boselli.

Recandosi sul posto si noterà che le adiacenti vie del ghetto, via Monzermone, via dell’Aquila e via della Volta presentano una perfetta pavimentazione e, quasi di conseguenza, una normale e perfetta vivibilità, dunque giriamo a chi di dovere l’interrogativo dei commercianti: «Vi siete forse dimenticati di via Caggiati?».