Treni locali presi a sassate e ritardi. Un lunedì nero per i pendolari

Il finestrino del regionale sfondato dalla sassate

Brescello, pesanti disagi e ripercussioni anche per gli automobilisti. Benassi: «Inammissibile. Si convochi un summit urgente»

BRESCELLO. Se ci fosse una speciale classifica che tiene conto dei disagi lungo la linea ferroviaria Parma-Suzzara, la giornata di ieri si piazzerebbe ai primissimi posti. È stato, infatti, un lunedì nero per i pendolari, ma non solo: le ripercussioni dell’inefficienza della linea si sono abbattute anche sugli utenti della strada, che hanno dovuto fare i conti con passaggi a livello rimasti chiusi a lungo a causa di un guasto avvenuto a Brescello.

La giornata era cominciata già sotto i peggiori auspici: nella notte tra lunedì e ieri, in stazione a Guastalla, uno dei treni della linea è stato oggetto di un lancio di grossi sassi che hanno rotto quattro finestrini. Il treno, vuoto e in sosta notturna, avrebbe dovuto effettuare la corsa delle 7.18 da Suzzara verso Parma e quella delle 8.53 per il tratto di ritorno. Entrambe le corse – rispettivamente la 90319 e 90320 – sono state sostituite con autobus e il treno è stato trasferito in officina per la sostituzione dei finestrini. Sull’episodio, Tper sporgerà denuncia. Atto vandalico a parte, il lunedì non è poi certo proseguito per il meglio: la corsa 90317 è rimasta bloccata per un’ora al passaggio a livello in zona Dugara a Brescello – dove non erano scese le sbarre – provocando grossi disagi alla circolazione stradale in quanto gli altri passaggi a livello collegati sono, per sicurezza, rimasti chiusi.

La stazione ferroviaria di Brescello

Una situazione che non è passata inosservata e che ha visto la presa di posizione della sindaca di Brescello Elena Benassi. Ha manifestato la propria solidarietà a studenti e lavoratori con un post sul proprio profilo Facebook, invocando la convocazione di un tavolo. «Quotidianamente – scrive – vi sono passaggi a livello che non si chiudono o che rimangono chiusi con conseguenti ritardi o cancellazioni di una o più corse. La maggior parte dei mezzi utilizzati è più che datata, per alcuni si parla degli anni sessanta, e inevitabilmente soffrono del deterioramento dei componenti e di malfunzionamenti al riscaldamento. Come amministratori del territorio chiediamo un tavolo urgente su questa problematica, denunciando una forte insofferenza della comunità e dei pendolari tutti. Non è ammissibile – prosegue – parlare oggi di sostenibilità ambientale e di mobilità alternativa quando si ha a che fare tutti i giorni con treni perennemente in ritardo o cancellati, che viaggiano su una linea ancora non elettrificata, e che, con i guasti ai passaggi a livelli, bloccano e intasano la circolazione dei mezzi in una delle strade principali, di strategico collegamento tra diverse province e regioni. Un grande merito va a tutti i pendolari per l’enorme pazienza dimostrata in questi mesi, anni (compreso il periodo post-alluvione) per i ritardi e i disagi sopportati, a scuola e in azienda. Vi siamo vicini e faremo tutto il possibile per risolvere questa situazione definitivamente».

La misura, per i passeggeri, sembra aver raggiunto il culmine. Oltre ai frequenti problemi ai passaggi a livello, a creare rallentamenti contribuiscono l’età avanzata dei convogli, la ridotta velocità che devono da qualche tempo mantenere i treni all’entrata a Parma e l’invio di materiale in orari ad alto passaggio di treni passeggeri. Dal 7 gennaio ritardi di questa natura si sono verificati almeno cinque volte.