Contenuto riservato agli abbonati

Cadavere seminudo, l’ipotesi è un malore ma resta il mistero

L’autopsia dindica come probabile una causa naturale. Non ancora fugati tutti i dubbi sul decesso del camionista

REGGIO EMILIA. Otto ore di indagini sul posto e l’autopsia nella giornata di ieri, ma non è ancora chiara la causa – ma soprattutto la dinamica dei fatti – che ha portato alla morte dell’autista serbo di 61 anni in autostrada, poco prima del casello di Campegine. Il suo cadavere è stato trovato giovedì verso le 12.30, dentro la cabina del camion, seminudo e riverso a terra, con buona pare del corpo sotto il sedile della cabina. . Ieri è stata effettuata l’autopsia. La probabile causa della morte, secondo il medico, è legata a un malore, ma la certezza arriverà con il termine degli ulteriori accertamenti, compreso l’esame tossicologico.

La mancanza di segni evidenti di violenza aveva fatto propendere subito per un probabile malore. Ma ciò che non tornava, e non torna del tutto nemmeno ora, sarebbe anche dovuto alla posizione in cui è stato ritrovato il camion, al chilometro 130 della A1. Un parcheggio approssimativo, con parte del camion che sporgeva dalla corsia d’emergenza in prima corsia, segno di una frenata precipitosa o scomposta. L’altra questione riguarda lo sportello aperto del camion, senza tralasciare la posizione e la nudità del corpo.

Elementi che hanno fatto temere l’omicidio, catapultando sul posto forze dell’ordine, il sostituto procuratore Iacopo Berardi e il capo della procura di Reggio Marco Mescolini, che hanno fatto chiudere due corsie di marcia per otto ore, con code e rallentamenti in direzione nord dal bivio dell’Autobrennero fino a Campegine, dove sono intervenuti anche la scientifica e il medico legale. Gli investigatori hanno cercato di capire se ci fosse qualcun altro nel camion. Ma anche in questo caso l’ipotesi sembra scemare. Il mezzo si è fermato a bordo strada alle 4.30 del mattino, senza più ripartire. Un fatto che, ore dopo, aveva preoccupato i colleghi dell’azienda di Piacenza – città dove è domiciliato l’autista, residente però nel Lazio – che ha dirottato lì un altro dipendente, che ha fatto poi la terribile scoperta. —


Enrico Lorenzo Tidona

© RIPRODUZIONE RISERVATA.