Il Cai cerca nuove persone per gestire il Rifugio Battisti

Scaduto il precedente affido pluriennale, se ne inizia un altro. Entro il 31 gennaio le domande per aprire dal 1° maggio la struttura montana di Lama Lite

VENTASSO. Il rifugio Battisti in cerca di un nuovo gestore. Il Cai Reggio Emilia ha avviato un percorso per l’affido pluriennale della conosciutissima struttura a Lama Lite, fra Prado e Cusna, riferimento per escursionisti e alpinisti in ogni stagione. Un tempo parte del Comune di Ligonchio, oggi fa parte di quello del Ventasso. Tutte le realtà interessate devono contattare il Cai reggiano entro il 31 gennaio, scrivendo agli indirizzi segreteria@caireggioemilia.it o presidente@caireggioemilia.it. La “chiamata” è aperta a singoli, società e cooperative. I richiedenti dovranno indicare competenze nel settore ed eventuali esperienze passate in rifugi e complessi ricettivi; tutti loro riceveranno poi il capitolato relativo alla gestione del rifugio, che dovrà iniziare dal 1° maggio prossimo.

L’affido sarà pluriennale, così come sempre avvenuto nel recente passato. L’ultima gestione ha avuto un percorso di sei anni, diviso in due affidi triennali. La ricerca del Cai, proprietario del Battisti, si inserisce in un percorso di ricambio abbastanza naturale quando si parla di rifugi. L’impegno richiesto è molto alto: nei mesi estivi vi sono intere settimane di lavoro continuato senza alcuno stacco, mentre nel periodo freddo la logistica non aiuta. In pieno inverno, ad esempio, è impossibile raggiungere i 1.765 metri di Lama Lite con i fuoristrada, quindi è necessario muoversi a piedi per i rifornimenti.

Discorso simile in caso di forti precipitazioni nevose: il flusso al Battisti non manca mai, ma per arrivare con cibo e legna sono fondamentali slitte e mezzi attrezzati.. La chiamata è partita, ora si attendono le prime proposte per chiudere la questione e ripresentarsi a maggio con una nuova gestione pienamente operativa. Con la bella stagione, le presenze al Battisti non mancano mai. Il grande edificio in sasso è davvero un luogo noto e amato da appassionati emiliani, toscani e liguri, e la sua posizione strategica aiuta non poco in questo senso.

Il rifugio è incastrato fra i massici dei monti Prado e Cusna, è al centro di numerosi sentieri Cai e non solo; i percorsi a piedi partono da Ligonchio, Febbio, Pian del Monte, Civago, dal Passo di Pradarena e dal Passo delle Radici nel versante reggiano, da Casone di Profecchia e da Rifugio La Foce sopra Sillano dal lato della Garfagnana. Con la seggiovia del Cusna attiva, poi, le presenze crescono ulteriormente. E la capacità ricettiva è sopra la media, anche per il ricco circuito dei rifugi reggiani. Il Battisti, aperto nel 1970 e allargato nel 2007, ha una quarantina di posti letto e due sale per il ristorante, cui aggiungere la distesa quando il clima lo consente. Oltre all’acqua corrente, la presenza dei pannelli solari garantisce anche energia elettrica per le varie attività. “Comodità” inserite in una delle aree più selvagge ma pure più evocative del crinale. Le richieste non dovrebbero mancare. —

Adriano Arati

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