Beltrami lascia il Pd e vota centrodestra «La diga di Vetto piace solo a loro»

L’ex assessore a Bibbiano, consigliere provinciale e sponsor del Parmigiano Reggiano: «Un mini-invaso sarebbe inutile»


BIBBIANO. «Non ce la faccio a votare Pd e Bonaccini. Dopo avere scritto due libri sul Parmigiano Reggiano, non ce la faccio proprio. Per cui appoggio Franzini e Spaggiari, candidati della lista Borgonzoni, che sostengono la necessità di costruire la diga di Vetto, fondamentale per il re dei formaggi». Parola di Umberto Beltrami, assessore Pd a Bibbiano con delega al Parmigiano Reggiano (fu il primo in provincia di Reggio Emilia), al personale e alle attività produttive dal 2009 al 2014. Nello stesso periodo è stato consigliere provinciale Pd.



Dall’agosto 2014 è presidente del consorzio “Bibbiano La Culla” (del Parmigiano Reggiano) e tutt’ora è un professionista nella promozione del re dei formaggi. Anni fa ha inventato la « cottura spettacolarizzata» delle forme di Parmigiano Reggiano, sulla Riviera romagnola e altrove, «a qualunque ora, in base alle esigenze dei gruppi di turisti. Diamo le spiegazioni in italiano, inglese e tedesco, ma siamo pronti anche per il russo». Insomma, a casa Beltrami con il Parmigiano Reggiano non si scherza.

Originario di Suzzara, ha lavorato alla Cna reggiana e in quella regionale, occupandosi anche di promozione e marketing. Ora appoggia la lista Borgonzoni e, in particolare, i candidati che sostengono la necessità di costruire la diga di Vetto, come Lino Franzini di Ramiseto e Laura Spaggiari di Cavriago. Anche perché lui e Franzini sono soci onorari dell’associazione dei consorzi irrigui della Val d’Enza, che si occupa del territorio reggiano – circa 15 mila ettari – in cui vengono prodotte 400 mila forme l’anno. «Come socio onorario – ribadisce Beltrami a scanso di equivoci – appoggio Spaggiari e Franzini».

Lei però viene dal Pd.

«Sì, ma la cosa è nata così: i Consorzi irrigui nell’autunno scorso hanno incontrato sia il centrodestra che il centrosinistra. Costa (segretario provinciale Pd,ndr) non ci ha risposto, mentre il centrodestra sì. Di conseguenza l’associazione dei consorzi irrigui si è riunita e ha votato all’unanimità il sostegno a Franzini, che è esperto di dighe, e Spaggiari, quindi daremo indicazioni alle nostre aziende di sostenere la lista Borgonzoni».

Non teme che il Pd le tiri le orecchie?

«Non lo so, lo farà. Sono presidente del Consorzio Bibbiano La Culla; potranno chiedere le mie dimissioni, ma le mie idee sul Parmigiano Reggiano sono chiare e risapute. D’altra parte, il 10-11% delle forme (400mila) proviene dal latte dei prati stabili polifiti della media Val d’Enza e di Bibbiano in particolare. Oggi come mille anni fa, il Parmigiano Reggiano da prati stabili polifiti irrigui ha caratteristiche distintive sia organolettiche (maggiore complessità e intensità di profumi, aromi e sapori) che nutrizionali (con benefici per la salute) rispetto a quello fatto prevalentemente con erba medica (90% delle forme)».

E il centrodestra vuole la diga.

«Che è necessaria per i prati stabili. D’altra parte, Iren gestisce già 16 dighe nel Nord Italia: il know-how ce l’ha. E pompare l’acqua dal Po è uno spreco di energia».

La Regione sta pensando a realizzare uno o più invasi più piccoli rispetto al progetto della diga di Vetto. Non bastano?

«Sono dei catini, dei baslòt. Una diga piccola, da 30-40 milioni di metri cubi, che è quella che arriverà a fare il centrosinistra se vincerà le elezioni, non basterebbe. E costerebbe il 70% di una diga da 100 milioni di metri cubi. Il centrosinistra proporrà un catino inutile, mentre la Lega dirà sì alla diga di Vetto. Poteva il primo assessore al Parmigiano Reggiano non essere d’accordo con questa visione?» —