Reggio Emilia, sempre più dura la vita dei pilomat rimasti abbassati tra mille perché

L’assessore Bonvicini: «Nessuna criticità, tranne problemi al software... e vanno colorati, sono pericolosi per i pedoni» 



Anno nuovo problemi vecchi. Forse non tutti con il brindisi di Capodanno hanno stilato la lista di buoni propositi per i 366 giorni che verranno. Questa per lo meno è la sensazione che emerge passeggiando in questi giorni per il centro storico, dove i discussi pilomat – al centro del dibattito durante la campagna elettorale delle ultime elezioni amministrative – sono tutti abbassati, permettendo il transito indisturbato delle automobili. Eppure, la loro funzione dovrebbe essere al contrario quella di isolare piazze e aree pedonali nel cuore dell’esagono.


Molti soldi spesi, tante polemiche suscitate e un paio di incidenti non bastano a rendere i dissuasori oleodinamici sparsi per la città l’incubo dei reggiani. Ora all’elenco si aggiungono anche il mancato utilizzo e il giusto interrogativo: a cosa può mai servire il telecomando – rilasciato ai cittadini a fronte di una spesa di 40 euro – dal momento che i pilomat sono quasi sempre disattivati?

Installati nel febbraio 2019 e sperimentati per un paio di mesi, è nel luglio scorso che gli otto dissuasori sono entrati ufficialmente in scena con precisi orari. Questi prevedono l’abbassamento dalle 5 alle 10 e dalle 14 alle 16 nei giorni feriali e in altri momenti in base a diverse esigenze. Inoltre, per le operazioni di carico e scarico dei mercati settimanali, i pilomat a protezione delle piazze dei mercati, il martedì, venerdì e sabato dovrebbero essere abbassati dalle 13 anziché dalle 14. Un programma chiaro e coerente, se fosse rispettato.

Invece, proprio camminando per il centro storico e le vie interessate – quali via Emilia, via Fornaciari, via Guido da Castello, via San Carlo, via Guidelli e via Guasco – non si troverà una postazione, a qualsiasi orario del giorno, con il semaforo rosso.

A detta di Carlotta Bonvicini, assessora alle Politiche per la Sostenibilità con deleghe ad Ambiente, Agricoltura e Mobilità sostenibile, non ci sarebbero problemi: «Ci sono stati malfunzionamenti passati, ma per ora non sono state segnalate ulteriori criticità».

Allora come si spiega il loro mancato utilizzo? Ecco che subito l’assessora aggiusta il tiro e spiega: «In via Fornaciari c’è stato un sinistro e il normale funzionamento sarà ripristinato il prima possibile. Mentre nella zona dei musei ultimamente i pilomat sono stati tenuti abbassati per la presenza di diversi cantieri, ma è un provvedimento temporaneo».

Sembrerebbe che a tutto ci sia una spiegazione, eppure i restanti dissuasori sembrano essere semplici tombini senza un comprensibile motivo. E a confermarlo sono i commercianti “guardiani”, quelli i cui negozi sono posizionati davanti alle stazioni di transito, che rivelano come i pilomat siano inutilizzati da settimane.

«Il fatto che in questi giorni siano abbassati – aggiunge Bonvicini – è dovuto a un problema al software gestionale. Ovvero, con il cambio data del nuovo anno c’è stato un problema tecnico che richiede l’aggiornamento del programma e che sarà realizzato al termine delle feste».

È possibile a questo punto che gli “amati” dissuasori tornino presto a mostrarsi in tutto il loro splendore. Anche se riguardo a questo, ironia della sorte, proprio quando sono in funzione spesso non sono notati e diventano fonte di incidenti. E riguardo a ciò conclude la Bonvicini: «La loro visibilità è una problematica concreta, per questo monitoriamo la situazione e valuteremo provvedimenti, come ad esempio il colorarne la superficie». —