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Imbrattata Sputnik, la campana dei film di Peppone e Don Camillo

Brescello: è una protesta dello storico calzolaio Erminio Bertoli, cui si deve la fondazione del museo Don Camillo. Lo avrebbe fatto per denunciare l’incuria e lo sporco del portico in cui è ospitata

BRESCELLO. Il 2020 di Brescello inizia con una sorpresa, al centro della quale c’è la celebre Sputnik, la campana che in una nota scena del film “Don Camillo Monsignore… ma non troppo” (1961) cade addosso a Peppone. Nella notte di Capodanno, la campana collocata sotto al portico di via Giglioli è stata imbrattata con una bomboletta spray e già ieri mattina diversi brescellesi si sono accorti dello “scherzo”.

Non sono servite particolari indagini per risalire al responsabile, in quanto lo stesso aveva già annunciato qualche giorno fa l’intenzione di colorare la Sputnik per protestare contro l’incuria in cui giace il portico. Si tratta di Erminio Bertoli, per anni storico calzolaio del paese e fondatore del museo dedicato a Don Camillo e Peppone, non nuovo a manifestare il proprio dissenso attraverso imbrattamenti: pochi anni fa venne denunciato per le scritte contro i commissari realizzate davanti al Comune, e nello stesso periodo denunciò l’ente locale per appropriazione indebita proprio della Sputnik, a quell’epoca tolta dalla sua sede per la manutenzione del travetto che la sorregge. Al centro delle rimostranze di Bertoli – la cui abitazione si trova proprio sotto al portico di via Giglioli – lo stato della campana stessa e del portico: l’uomo da tempo segnala che la Sputnik andrebbe sollevata di ulteriori 70 centimetri, che il portico non sia facilmente accessibile per i disabili e che sarebbe necessario un intervento di pulizia generale, a causa della presenza di ragnatele ed escrementi di piccioni. In più, ha fatto presente la necessità di realizzare strisce pedonali che aumentino la sicurezza dei tanti turisti che ogni anno si recano sul posto.


Già ieri mattina Bertoli ha ricevuto la visita dei carabinieri di Brescello e ha ammesso le proprie responsabilità. Il vulcanico calzolaio, in pensione da pochi mesi, è da sempre in polemica con l’amministrazione comunale e con l’ennesimo gesto eclatante confidava di smuovere le acque su un tema a lui caro. L’imbrattamento della campana ha fatto molto discutere in paese, e sotto alle fotografie postate sui social molti sono stati i commenti a condanna del gesto. Sul tema si è espresso anche il vicesindaco Stefano Storchi, che annuncia l’intenzione di adire le vie legali contro l’autore del gesto. «Nella giornata di oggi – spiega – mi recherò in caserma per denunciare l’episodio, in quanto è stato danneggiato del materiale pubblico. Vogliamo far capire che atti vandalici come questo e tanti altri che si verificano sul territorio comunale comportano poi spese che, grandi o piccole che siano, sono a carico della comunità. Lo stato del portico? Si tratta di un edificio pubblico adibito a edilizia popolare, sono in fase di studio interventi con Acer al fine di conferire la maggiore qualità possibile. Se anche ci sono dei problemi non è questo il modo di affrontarli». —