Una strada dedicata al parroco ucciso «perché è una storia da tramandare»

La serata all'oratorio nella quale è stata anunciata l'intestazione della strada a don Iemmi

Montecchio, via don Giuseppe Iemmi nascerà di fianco alla chiesa nuova. L’annuncio durante la presentazione del libro sul sacerdote

MONTECCHIO. Don Giuseppe Iemmi avrà finalmente una strada a lui dedicata. La notizia è arrivata ai tanti che hanno presenziato all’incontro tenutosi presso l’oratorio Don Bosco, in occasione della presentazione della riedizione del libro “Iemmi quasi utopista”. . Alla presenza di Giuseppe Giovanelli che ne aveva scritto la prima versione nel 1995, lo storico Franco Boni ha moderato il pomeriggio che ha visto gli interventi di don Giancarlo Minnotta, vicario parrocchiale presso l’unità pastorale di Montecchio presieduta da don Angelo Orlandini e del vicario generale, don Alberto Nicelli che ha fatto le veci del vescovo Massimo Camisasca che di questo libro ha realizzato la prefazione.

Ma gli interventi che hanno raccontato le gesta e la storia di don Iemmi, il più giovane parroco ucciso in Emilia, non hanno ricevuto l’applauso che ha accompagnato, invece, la notizia con la quale, l’assessore alle politiche sociali Bruno Aleotti, ha fatto il tanto atteso annuncio. «Abbiamo ricevuto – ha detto Aleotti – diverse sollecitazioni da curia e privati, non appena insediati, per dedicare a don Iemmi, una strada. Dapprima abbiamo cercato una strada priva di dedica. Non ne esistevano e non prevedendo di crearne di nuove, abbiamo incontrato una prima difficoltà. Poi ci è apparsa una soluzione, anche molto particolare. Il vicolo a fianco la chiesa nuova, in realtà intitolata alla Madonna del Popolo, ancora non aveva un nome. Dal lato opposto, la strada si chiama Don Pasquino Borghi. Ecco dunque che la Madonna, aprendo le sue braccia, avrà due parroci le cui storie meritano di essere tramandate. Credo che nella prossima primavera si potrà procedere alla intitolazione ufficiale – ha concluso – fatto salvo il nulla osta della Prefettura che penso, non avrà problemi a dare il suo consenso».

La storia della scomparsa del sacerdote montecchiese, figlio di Francesco e della postina Angiolina Bertani, recita di un assassinio avvenuto sul Monte Fosola il 19 aprile del 1945. Una uccisione che è ancora motivo di studio e che, nella riedizione del libro che sarà disponibile presso le edicole di Montecchio a offerta libera, viene approfondita e propone novità inedite. Don Iemmi, nato il 26 dicembre 1919, divenuto sacerdote il 27 giugno 1943, venne mandato come curato a Felina dove venne uciso. Nella nuova edizione di Giovannelli, si legge «venne barbaramente ucciso da partigiani garibaldini. Una morte che non ha giustificazioni, visto che don Iemmi era in ottimi rapporti personali con molti giovani che si trovavano in quegli anni in montagna nelle formazioni partigiane e collaborava con la Resistenza». E come ha ribadito Don Minnotta, nel suo intervento, «esistono buoni e cattivi da ambo le parti. Sarebbe il caso di accettarlo e raccontare che qualche errore venne commesso».