Il diktat sulle Fiere di Vecchi e Zanni «Non sono previste altre funzioni»

L'area Fiere di Reggio Emilia

Reggio Emilia, da Comune e Provincia lo stop al cambio di destinazione «La nuova proprietà prosegua le attività espositive»

REGGIO EMILIA. Da Comune e Provincia arriva una frenata all’ipotesi di cambiamento di destinazione d’uso delle Fiere. È quanto emerge all’indomani dell’assegnazione definitiva degli immobili di via Filangieri all’imprenditore Giorgio Bosi, titolare della Pibiplast di Correggio, per 6.8500.000 euro: un rilancio di 50mila euro rispetto all’offerta di Terminal One, società che ha gestito in affitto l’attività fieristica negli ultimi due anni e che il 3 gennaio dovrà riconsegnare gli immobili.

ENTI LOCALI. La volontà degli enti locali reggiani – tra i soci dell’Ente Fiera liquidato – di dire la loro sul futuro di un’area strategica per lo sviluppo dell’Area nord è stata ribadita dal sindaco Luca Vecchi e dal presidente della Provincia Giorgio Zanni. I due amministratori, sollecitati ad intervenire dopo l’aggiudicazione definitiva, manifestano «soddisfazione per la presenza di un proprietario serio dell’area, interessato ad investire» e sottolineano che è fondamentale per lo sviluppo di quella parte di città la presenza di «competenze e capitali privati in una logica del fare insieme, pubblico e privato». Fatta questa premessa si arriva al nodo del possibile cambio di destinazione d’uso e gli enti locali frenano, senza però dire un “no” definitivo. «Le norme definite nel 2011 dal Piano Strutturale Comunale del Comune, nonché dall’Accordo Territoriale sottoscritto fra Comune e Provincia, ribadiscono la volontà di conservare l’uso fiere, eventualmente integrandolo con funzioni connesse». Poi l’affondo: «Non sono pertanto previste funzioni produttive o logistiche, commerciali o direzionali. In tal senso è auspicio del Comune che la nuova proprietà possa dare immediata continuità alle attività espositive e fieristiche in corso e programmazione».


INCOGNITA ESPOSIZIONI. Dopo aver ribadito che le dinamiche economiche degli ultimi anni hanno portato a una razionalizzazione dei poli fieristici, suggerendo – nel caso di Reggio – la necessità non replicare di funzioni concorrenti fra territori limitrofi nel bacino medio padano, Vecchi e Zanni rimarcano che «appare non strategica, e superata da tempo, l’ambizione di realizzare a Reggio un nuovo polo fieristico di valenza almeno regionale». Poi Comune e Provincia fanno una mezza giravolta e sostengono che «non intendono rinunciare alla peculiarità delle strutture insediate e alla storia espositiva locale e riteniamo che, anche per il futuro, tale area possa ospitare attività espositive ed eventi in grado di valorizzare le eccellenze ed esperienze locali nell’ambito della produzione e dei servizi, dell’hobbistica e tempo libero».

Il futuro delle Fiere, per Vecchi e Zanni, deve poi tenere assieme le migliori esperienze espositive realizzate fino ad oggi e l’evoluzione avuta negli anni dell’Area Nord. Quello che verrà deciso per le Fiere dovrà inoltre essere recepito nel nuovo Piano Urbanistico Generale del Comune, in accordo con il Piano Territoriale di Area Vasta della Provincia, «previsti entrambi in elaborazione nel 2020 con l’obiettivo di approvarli nel 2021». Ai nuovi strumenti, concludono, «spetta il compito di valutare le opportunità in termini di destinazioni d’uso e modalità attuative in coerenza agli usi attualmente insediati e alle dinamiche che caratterizzano l’Area nord». Un suo peso lo avrà anche la qualità del progetto. Che dovrà «saper dialogare in maniera adeguata ed efficace con i ponti di Calatrava e gli insediamenti produttivi più recenti (cioè Max Mara, ndr) che hanno saputo inserirsi correttamente nel contesto paesaggistico, dall’altro con la stazione Alta velocità».