Parmesan prodotto in Iran e rivenduto fino in Russia

Ennesimo caso scovato all’estero di violazione del protocollo del formaggio Dop reggiano copiato da aziende straniere

REGGIO EMILIA. I falsi non conoscono frontiere. Lo sanno bene al Consorzio del Parmigiano Reggiano, dove continuano a fioccare le segnalazioni di falso Parmigiano raccolte in giro per il mondo. L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda un parmesan prodotto in Iran e venduto in Russia. Un formaggio che ha attirato l’attenzione di alcuni esperti e che ha strappato anche qualche sorriso, al di là della fatica nel far valere il vero marchio sul vero formaggio prodotto in Emilia.

Un altro recente caso di falso Parmigiano, è stato quello scoperto grazie a un’etichetta appiccicata sul vasetto di vetro che riportava la scritta “grated italian style Parmesans”. Ma il luogo di produzione indicato sul retro era apparso da subito molto lontano dall’area di origine prevista dal disciplinare della Dop: Handmade in London, ovvero “fatto a mano a Londra”. Sono i due elementi che hanno permesso al Consorzio del Parmigiano Reggiano di individuare la violazione della Dop e di intervenire per ritirare il prodotto illegale dal mercato.

A seguito di quel intervento, l’azienda inglese ha accolto le richieste del Consorzio sostituendo il nome del prodotto in etichetta, eliminando qualsiasi riferimento alla Dop. I vasetti in questione sono stati scovati nei giorni che precedono le festività natalizie sugli scaffali dei grandi magazzini Selfridges, uno dei templi dello shopping di Londra. Sono oltre duemila le ispezioni che il Consorzio opera ogni anno in altrettanti punti vendita distribuiti in 61 città di 27 Paesi esteri per individuare i casi di potenziale contraffazione. —


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