Ex studente salva storico bus di linea e regala un giro all’autista Sgancio

Marco Cervi, 37enne originario di San Giacomo di Guastalla, con l’ex autista di Act (oggi Seta), Primo Alberini, detto “Sgancio”, dietro il vecchio autobus salvato dalla rottamazione

Guastalla, sorpresa per il conducente in pensione della linea per Santa Vittoria. Marco Cervi: «Ci portava alle scuole medie, con lui era una festa»

GUASTALLA. Festa di Santo Stefano baciata dal sole e costellata da una bella storia natalizia, con sceneggiatura da libro Cuore, e tre protagonisti: un vecchio autobus di linea, un ex autista di un bus su cui salivano tanti ragazzi diretti alle scuole medie di Guastalla e un ex studente di San Giacomo di Guastalla, che per tre anni ha preso quel bus per andare a scuola.

I protagonisti. L’ex studente delle scuole medie si chiama Marco Cervi, 37enne originario di San Giacomo di Guastalla, è sposato con Maria Teresa, in dolce attesa di un bimbo, e vive a Gualtieri. L’ex autista di Act (oggi Seta), si chiama Primo Alberini, detto “Sgancio”, pensionato di 72 anni che vive a Santa Vittoria di Gualtieri. Per l’azienda di trasporti ha lavorato 40 anni: era l’autista fisso della linea Santa Vittoria - Guastalla. Il tragitto, tutt’ora esistente, negli anni Novanta prevedeva la partenza alle 7 di mattina da Santa Vittoria di Gualtieri, fermate al Carrobbio e San Bernardino di Novellara, e nelle frazioni di Guastalla (San Rocco, San Giacomo, Solarolo e Pieve), con fermata alla stazione delle corriere di piazza Roma a Guastalla e capolinea alle scuole medie di Guastalla, dove scaricava gli studenti saliti nelle varie fermate. Alle 13, finite le lezioni, stessa tratta, ma al contrario.

Marco e "Sgancio sul bus

Ricorda Cervi: «Finite le lezioni, in piazza Roma l’autobus sostava una ventina di minuti. Questo stop permetteva a “Sgancio” di andare a prendere sacchi di cibo invenduto al vicino forno B&B (Bertoli e Bonetti) che distribuiva ai ragazzi sull’autobus, che potevano placare la fame in vista del viaggio di ritorno a casa. I viaggi in autobus di Sgancio erano sempre divertenti, era sempre una festa, a volte nelle strade poco trafficate si scatenava il gioco del “tagadà”: chi lo ha vissuto, sa di cosa parlo. Ecco perché tutti volevano sempre salire in autobus e andavano a scuola volentieri».

Prosegue Cervi: «Sgancio era un mito per tutti gli studenti e fonte di ispirazione anche per me. La mia passione per gli autobus è nata proprio da lui, tanto che ho già la patente da tanti anni. Ma da qualche settimana, a distanza di tanto tempo da quei bei ricordi, ho voluto farmi un regalo, comprandomene uno, perfettamente funzionate. E allora la mattina di Santo Stefano ho pensato di fare una sorpresa a Sgancio, andandolo a prendere in autobus a casa sua, a Santa Vittoria, e portarlo a bere un caffè a Guastalla, ripercorrendo il tragitto che faceva lui».

Insomma i ruoli si sono invertiti: l’ex alunno che va a prendere l’ex autista. Sorpresa, a quanto pare, ben riuscita, almeno a sentire Sgancio: «Quando ho visto Marco davanti a casa mia, alla guida dell’autobus arancione uguale a quello che guidavo io, mi sono emozionato e non sono riuscito a trattenere le lacrime. Non capivo cosa stesse succedendo, poi mi ha detto di salire per andare a prendere un caffè, io e lui soli sull’autobus. Che esperienza unica! Vedo spesso quei ragazzi, ormai sono adulti, molti hanno figli, mi salutano sempre e scambiamo quattro chiacchiere volentieri. Ma quello che ha fatto Marco è unico, lo ringrazio molto».Ma non è finita. Sgancio pare proprio essere un’istituzione, un personaggio la cui memoria è ben impressa in tanti studenti che salivano sul suo autobus, tanto che Marco Cervi sta pensando di organizzare uno “Sgancio day”, coinvolgendo quei ragazzi.


Il bus “salvato”. Cervi, che già possiede un fuoristrada Fiat Campagnola militare, ha acquistato un autobus Fiat Iveco 471 del 1985, lungo 12 metri e dalla classica livrea arancione, dotato di allestimento interno urbano U-Effeuno (con maggioranza dei posti in piedi). Lungo il tragitto da Santa Vittoria a Guastalla, ieri mattina in tanti hanno notato l’autobus dalla livrea retrò, incuriositi dal ruggito del vecchio motore.Molti anche i curiosi che si sono fermati ad ammirarlo alla stazione delle corriere a Guastalla, dove faceva bella mostra di sé. Si tratta di un mezzo da collezione, che Cervi ha salvato da demolizione certa, iscrivendolo all’Asi (Automotoclub Storico Italiano). Un autobus che ha fatto la storia dell’autotrasporto italiano e che ha dato da lavorare a tante persone.

I supporter. «Vorrei ringraziare chi da tutta Italia mi ha sostenuto in questa iniziativa, rendendo possibile questo sogno. Innanzitutto Christian D’Olif, presidente di Storicbus, il Museo dell’Autobus Italiano con sede alla Spezia, poi Alberto Ceresini, presidente del Cics (Circolo Italiano Camion Storici “Gino Tassi”), Massimo Condolo, scrittore e giornalista esperto di veicoli storici, e la ditta Di Fonzo di Vasto (Chieti) che ha conservato questo veicolo in modo maniacale e impeccabile. Ringrazio anche Maria Teresa Curti – conclude l’ex studente – Ermes Cervi, Atos Bassi, Pierangela Bottazzi, Sgancio, e pratiche auto Papazzoni di Guastalla».