Angeli e Demoni: revocati i domiciliari a Federica Anghinolfi, dirigente dei servizi sociali

Revocati anche a Monopoli, per loro divieto di esercitare la professione per un anno. Con la dirigente e l’assistente sociale per ora nessuno degli indagati è più agli arresti.

BIBBIANO. Dopo sei mesi di arresti domiciliari per due degli imputati al centro dell’indagine sui presunti affidi illeciti in val d’Enza “Angeli e demoni” è arrivata libertà. Federica Anghinolfi, la montecchiese 57enne dirigente del Servizio sociale dell’Unione Val d’Enza, e Francesco Monopoli, il correggese 34enne assistente sociale dell’Unione, devono aver accolto con sollievo la comunicazione, giunta ieri, della revoca degli arresti domiciliari.

La scadenza naturale dei termini di custodia sarebbe arrivata a giorni: poiché i domiciliari sono scattati il 27 giugno scorso, conteggiando sei mesi il termine sarebbe stato 26 dicembre, giorno di Santo Stefano. Il pm Valentina Salvi ha anticipato i tempi e chiesto la revoca della misura: Anghinolfi e Monopoli sono totalmente liberi, a parte il divieto di esercitare la professione per un anno.


«Noi non abbiamo presentato alcuna istanza, l’iniziativa è stata del pm – ha dichiarato l’avvocato Oliviero Mazza di Milano, il consulente milanese codifensore di Anghinolfi insieme a Rossella Ognibene – Non sussistono più le misure coercitive personali, mentre sul divieto non era all’ordine del giorno della mia assistita riprendere il lavoro. Come abbia reagito l’interessata non so, non ho avuto modo di sentirla. Ora la dottoressa Anghinolfi si concentrerà sul processo e si difenderà nel merito: attendiamo la chiusura delle indagini preliminari per avere il quadro completo ed iniziare a svolgere l’attività difensiva».

Con quest’ultimo passaggio si chiude il cerchio della rosa di posizioni aperta in giugno, quando è scoppiato il caso Bibbiano. A giugno su 27 indagati (a vario titolo e con capi d’imputazione differenti) sono finite ai domiciliari sei persone: gli psicoterapeuti Nadia Bolognini, 49 anni, e il marito Claudio Foti di 68 anni (punti di riferimento della Onlus “Hansel & Gretel”), Marietta Veltri di Quattro Castella coordinatrice del Servizio sociale, il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, Anghinolfi e Monopoli.

Con il passare dei mesi la misura è decaduta per i primi tre (Veltri nel frattempo è andata in pensione); con la libertà riconosciuta a Carletti il 3 dicembre dalla Cassazione, Monopoli e Anghinolfi – quest’ultima, secondo l’accusa al centro della vicenda, è accusata di nove reati – erano gli ultimi. Adesso il passo successivo spetta al pm Salvi, che dovrà depositare la chiusura delle indagini preliminari.

L’esito non sarà comunque immediato: una volta recapitata la notifica, la legge prevede per le difese un periodo di 20 giorni per produrre documenti o memorie difensive e solo dopo questo lasso di tempo scatterà l’azione penale, vale a dire l’archiviazione o il rinvio a giudizio. Le singole posizioni potrebbero modificarsi in modo sostanziale perché in questi mesi l’inchiesta è stata sviluppata in fieri: si potrebbero prefigurare novità sul numero degli indagati e sui capi d’imputazione.