Un tour nei luoghi perduti di Reggio Emilia: il regalo di Natale di Gazzetta e Antiche Porte

Venerdì 20 dicembre alle 18.30 tour guidato dalla statua del Crostolo in piazza Prampolini. L’appuntamento, aperto a tutti, è organizzato dalla casa editrice

REGGIO EMILIA. “Angoli e chiese scomparse di Reggio Emilia” è il titolo del tour che la casa editrice Antiche Porte in collaborazione con la Gazzetta propone venerdì 20 dicembre alle 18.30. La partenza del percorso - aperto a tutti - è in piazza Prampolini, sotto la statua del Crostolo. Questo sarà l’itinerario: via Carducci, piazza Cavour, via San Rocco, via Emilia e piazza Gioberti. Durata: 1 ora circa, se piove apriamo l’ombrello. Per informazioni scrivere a : info@anticheporte.it. L’evento è contemplato nelle iniziative che la Gazzetta dedica alla comunità dei lettori.

Ecco le tappe. L’antica chiesa, oggi “inglobata” in abitazioni, era situata in via Emilia poco distante dall’attuale via Carducci. Esisteva già nel 1172, con vicinia (parrocchia) indicata già nel Liber Focorum del 1315. Aveva 6 altari, nel 1732 subì un radicale rifacimento e dal 1816 divenne dimora privata.

San Rocco o San Matteo. Da cui l’omonimo “bellissimo” attuale isolato. D’incerta origine, è accettato esistesse dalla fine del XII secolo. Era una “affiliata” del potente monastero di San Prospero fuori mura. Nel 1530 alcuni devoti, scampati ad un’epidemia, fondarono la Compagnia dei Battuti di San Rocco che operò per abbellirla e fu soppressa da Napoleone nel 1807. Preziose opere di Procaccini e Carracci finirono prima a Modena e, dopo la sciagurata vendita di Francesco III ad Augusto III, a Dresda. All’inizio del Novecento servì come supporto al seminario. Era situata circa di fronte all’attuale cinema Ambra.

Santi Nazario e Celso. Esisteva dai primi anni del ’200, quando dai Canonici di San Prospero (in castello) fu ceduta al monastero fuori mura suddetto. Era circa nell’area dell’attuale fontana dei Giardini pubblici sorti nello spazio dell’antica cittadella gonzaghesca. Chiesa ducale, venne collegata con un passaggio sopraelevato al palazzo ducale esistente in quest’ultima. Parrocchia già nel 1315, nei secoli successivi subì diversi restauri e ricostruzioni, nel 1691 si innalzò la torre campanaria. Nel 1857 venne definitivamente abbattuta recuperando i materiali edili che finirono nella vicina San Francesco.

San Silvestro. Il Libro Grosso antico del 1174 riporta un riferimento alla sua esistenza. Oggi possiamo trovarne tracce in un moderno locale di via Monzermone. Grancia (deposito dei grani) dell’Abbazia di Nonantola. Fu inclusa nel 1671 nel Ghetto ebreo, si costruì così un passaggio laterale. Aveva tre altari ed era, però, di modeste dimensioni e povera di arredi.