Indagato per lesioni colpose il barista che ha investito il ladro

Sentito dai carabinieri, ha ricostruito cosa è accaduto dopo l’assalto al bar. L’avvocato Tarquini: «Sta soffrendo molto, non voleva fare male a nessuno»

CASALGRANDE. È indagato per lesioni colpose il barista di Salvaterra che nella notte tra giovedì e venerdì ha accidentalmente investito uno dei tre ladri che avevano assalito il suo bar, il Botti’s Café di Salvaterra, mentre cercava di non perderli di vista in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine.

LE INDAGINI

Un atto dovuto, dinnanzi a ogni incidente stradale. Ma che data la particolarità dell’accaduto, è una garanzia per lo stesso barista che per spiegare nei dettagli la rocambolesca nottata che lo ha visto suo malgrado protagonista è già stato sentito, alla presenza del suo avvocato, dai carabinieri di Casalgrande, che stanno ricostruendo l’accaduto. Il fascicolo sul caso aperto in procura è sulla scrivania del sostituto procuratore, Iacopo Berardi.

«Sta soffrendo molto per quanto successo. È una bravissima persona, un gran lavoratore – conferma l’avvocato Giovanni Tarquini – Ha spiegato ai carabinieri quanto accaduto quella sera, ha detto che non voleva fare male a nessuno».

Quel furto non era neanche il primo subito dalla sua attività. E l’altra sera, quando l’App sul suo smartphone gli ha mostrato che in quel preciso momento il bar era preso di mira da tre banditi, non ci ha pensato un attimo e data la vicinanza, con l’auto ha subito raggiunto il locale. Quando è arrivato i tre malviventi erano ancora sul posto, uno aveva il bottino. Alla vista del proprietario non si sono affatto arresi, ma lo hanno affrontato con un estintore: glielo hanno svuotato contro l’auto e poi lanciato.

IL FATTO

Quando hanno iniziato a correre per fuggire, Massimo Botti con l’auto ha cercato di non perdere di vista quello dei tre che aveva il bottino in attesa che sul posto arrivassero i carabinieri. Erano su uno sterrato – da quanto si apprende – e l’uomo è scivolato. Il barista in auto dietro di lui, ha spiegato ai militari, non ha potuto evitare di travolgerlo. Erano subito scattati i soccorsi e il ladro è stato identificato in un cittadino moldavo di 35 anni: se la caverà con una prognosi di 45 giorni. Gli accertamenti successivi hanno permesso di scoprire che era ricercato da oltre quattro anni: deve ancora scontare una pena di due anni e 11 mesi di reclusione per i reati di ricettazione, guida senza patente e guida in stato d’ebbrezza, risalente al 2009. Per questa ragione, oltre alla denuncia per furto aggravato in concorso, è stato arrestato. Dieci anni fa, infatti, era stato fermato a Bologna ubriaco e senza patente alla guida di una macchina rubata. All’epoca si era identificato con un nome diverso da quello poi fornito ai carabinieri di Casalgrande, ma le impronte digitale oggi hanno detto chi era.

I due complici invece sono riusciti a fuggire. Ma le indagini sull’accaduto sono tutt’altro che finite. Alla luce dell’identificazione di uno della banda, risalire all’identità di tutti coloro che sono coinvolti nell’assalto notturno potrebbe non essere difficile. —

El.Pe.

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