Caos alla Mediopadana, le auto fin sotto le “onde”

Veicoli in sosta in un’area Rfi interdetta al pubblico: «È assolutamente vietato» La scoperta dopo la richiesta del proprietario di una Jaguar rimasta in panne



REGGIO EMILIA. Alla stazione Mediopadana si continua a parcheggiare direttamente sotto le “onde”. In un’area interdetta di proprietà di Rfi, che conferma l’assoluto divieto di sosta.



Il parcheggio selvaggio alla stazione dell’alta velocità non conosce requie. Dopo le auto sommerse dal fango a causa delle continue piogge di novembre (con acquitrini rattoppati con la ghiaia); dopo la marea di rimozioni ordinate dalla polizia stradale sul posto per altri motivi; in un momento in cui è appena partito l’atteso cantiere per estendere gli stalli, che nell’immediato ha sottratto ulteriormente posti auto; ed in attesa della sospirata navetta di collegamento con le Fiere che il Comune ha promesso per gennaio, il caos sosta alla Mediopadana non si arresta. Anzi, in questo periodo natalizio di incremento di passeggeri e frequentatori, la ricerca spasmodica di un luogo dove lasciare l’auto si “arricchisce” di un ulteriore episodio non edificante.

RICHIESTA DI RECUPERO

L’ultima puntata risale a sabato sera, quando il proprietario di una Jaguar con problemi elettrici ha richiesto il carro attrezzi per poter spostare la sua macchina. Lo ha reso noto Mediopadana News, il portale destinato ai fruitori dei servizi della stazione di proprietà di Mediopadana Services, il parcheggio privato situato vicino all’autofficina Corradini con servizio navetta.

La richiesta dell’automobilista in difficoltà è arrivata alle 21.34 e quando sul posto è arrivato il carro attrezzi ci si è resi conto che la Jaguar, insieme ad altre auto, era parcheggiata a lisca di pesce proprio sotto la stazione, accanto a una parete con il logo Rfi e con variedifficoltà di accesso. Difatti per estrarre l’auto si è dovuto utilizzare un muletto per rimuovere le sbarre di cemento armato che separano la proprietà delle ferrovie e la proprietà comunale del parcheggio a strisce blu. È stato necessario spostare i blocchi divisori per consentire il passaggio del carro attrezzi dalle strisce blu e riposizionarli uno ad uno a recupero effettuato.

Dulcis in fundo «abbiamo fatto richiesta di intervento alla polizia ferroviaria ma, nonostante la duplice chiamata, non ci ha risposto nessuno», ha fatto sapere Mediopadana News.

La Jaguar di colore blu è stata trasportata in una officina su indicazione del proprietario, che ha assistito alla lunga manovra e che ha specificato di aver effettuato il regolare pagamento della sosta al gestore del parcheggio, in un ufficio all’interno della stazione.

GLI INTERROGATIVI

La richiesta dell’automobilista – quest’ultimo con tutta probabilità in buonafede – ha però fatto scoprire una realtà scomoda. Com’è possibile che le vetture siano arrivate in un punto così “sensibile”? A chi appartenevano le altre vetture che non sono state rimosse?

Nell’accaduto sono diverse le stranezze. Anzitutto in quell’area si arriva girando alla prima svolta dall’ingresso (per entrare e uscire il pubblico e i bus utilizzano la seconda svolta) e percorrendo fino in fondo un vialetto che presenta a metà una sbarra metallica e in fondo dei fittoni sempre metallici. Non si capisce quindi come abbiano fatto quelle auto, parcheggiate proprio attaccate alla parete della stazione, ad attraversare un percorso chiuso.

Quanto dichiarato dal proprietario della Jaguar in panne poi è inquietante: a chi avrebbe pagato la sosta, visto che nessuno è autorizzato a entrare in quello spazio?

Da noi interpellata, Rfi Spa (rete ferroviaria italiana) ha confermato che «l’area è di nostra proprietà e non è adibita a parcheggio: in quella zona non può parcheggiare nessuno, nemmeno i nostri dipendenti».

Casomai «possono passare i nostri mezzi di servizio per interventi specifici; ma si tratta di situazioni contingenti, per il tempo strettamente necessario al supporto tecnico. Si tratta di un’area protetta e interdetta al pubblico, dove il parcheggio, soprattutto il parcheggio prolungato, è assolutamente vietato e non autorizzato».

Anche Rfi si è posta l’interrogativo di come sia stato possibile agli automobilisti giungere quasi accanto all’ingresso. «Sul caso specifico eseguiremo un approfondimento per capire come, nonostante i dissuasori, fossero comunque presenti delle vetture all’interno dell’area interdetta – ha fatto sapere l’azienda – I nostri tecnici faranno un sopralluogo e interverremo di conseguenza». —