Il boss: «Intercettazioni in taverna manipolate»

REGGIO EMILIA. Botta e risposta nelle ultime battute dell’udienza fra il pm Beatrice Ronchi e l’avvocato difensore Gianluca Fabbri.

L’accusa chiede la trascrizione di alcune intercettazioni ambientali, a Cutro, nella tavernetta di Nicolino Grande Aracri. Ma su queste intercettazioni pende una denuncia – datata 15 settembre 2015 – da parte dello stesso boss, come rivela l’avvocato Fabbri. E Grande Aracri prende la parola – in collegamento video dal carcere milanese di Opera – per dire la sua sul punto: «Quelle intercettazioni sono manipolate – rimarca – e avevo fatto denuncia, affinché avessi la copia dal server, dall’originale. Invece non mi sono mai state date e su quelle manipolate hanno fatto pure dei processi. Non coincidono le trascrizioni della polizia giudiziaria e dei periti». —


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