Matilde di Canossa, eroina e femminista, sarà protagonista di un grande film di Hollywood

Due sceneggiatrici alla storica rupe. La pellicola sarà girata  tra Los Angeles, Cinecittà, la Germania e i castelli reggiani



CANOSSA. Un film dedicato alla straordinaria vita di Matilde di Canossa. Non una produzione locale, realizzata con tanto slancio e pochi mezzi; e nemmeno un film di livello nazionale, magari con regista e attori noti anche al grande pubblico. No, quello di cui si parla è un film al momento ancora alla fase embrionale, ma con orizzonti più ampi: una produzione statunitense, tedesca e italiana e una sceneggiatura firmata da big del cinema mondiale. Ancora non si conoscono i nomi del regista e degli attori, ma si presume saranno volti notissimi. Il film sarà girato tra Hollywood, Roma (Cinecittà), la Germania e – per quanto riguarda le ambientazioni – Canossa e il territorio dei castelli matildici.



Nei giorni scorsi al castello di Canossa si sono presentate due sceneggiatrici: Karin Howard, che vive a Los Angeles, e Katja Popp, di Monaco. Una visita tutt’altro che casuale: sono venute a visitare i territori di Matilde di Canossa per completare la sceneggiatura – che pare già a buon punto – sulla quale sarà realizzato il film dedicato alla Grancontessa.

Karin Howard è nota in ambito cinematografico per avere scritto la sceneggiatura di molti film importanti, come “La storia infinita 2” del regista George Miller, basata su “The Neverending Story” dello scrittore Michael Ende; “Volo di mezzanotte” del regista Chris Bould e “Die Tigerin” diretto dalla stessa Howard. Katja Popp è moglie di un produttore. Le due sceneggiatrici hanno contattato l’Associazione matildica internazionale, di cui è presidente Paolo Golinelli, grande esperto di Matilde di Canossa, e di cui è vicepresidente Mario Bernabei, che è anche il gestore del centro turistico “Andare a Canossa”, situato ai piedi della storica rupe matildica.

Proprio Bernabei ha ospitato le due sceneggiatrici nella casa a torre sotto il castello di Canossa. Mike Corradi, angloitaliano, le ha accompagnate in visita ai castelli dell’Appennino reggiano; lo storico Danilo Morini, assessore alla cultura di Quattro Castella, ha aperto loro il castello di Bianello; Paolo Golinelli le ha accompagnate a visitare il complesso monastico di San Benedetto Po e la mostra “Il Cinquecento a Polirone. Da Correggio a Giulio Romano”, grazie alla collaborazione con l’assessore Vanessa Morandi e gli Amici della Basilica. Daniela Ferrari ha accompagnato Karin Howard e Katja Popp a visitare la Rotonda di San Lorenzo, il duomo e i monumenti di Mantova. A Canossa, le scrittrici hanno preso appunti e scattato foto suggestive – proprio in quei giorni il meteo ha regalato grande variabilità, ma anche il tipico “mare di nuvole” a valle della rupe – che saranno utili per la sceneggiatura del film. «Entrambe sono innamorate di Matilde – spiega Mario Bernabei –. Si sono incontrate in Germania e hanno deciso di fare un film sulla vita della Grancontessa. Il film si baserà sulla trilogia di Kathleen McGowan che, sulla scia di Dan Brown, ha scritto un libro, The Book of Love, incentrato su Matilde». Secondo quanto hanno percepito Bernabei e le persone che hanno ospitato le due sceneggiatrici, quella che emergerà con forza dal film di produzione internazionale sarà una Matilde eroina senza macchia, dotata di una grande cultura e di grandi doti, in particolare quelle di guidare eserciti e sconfiggere gli uomini, tra cui Enrico IV, che dopo la sconfitta nella celebre “battaglia della nebbia” del 1092 venne ribattezzato “il perdicause”. D’altra parte, un altro big della cultura mondiale, Jacques Le Goff, storico e accademico francese, in un libro definì Matilde antesignana del femminismo moderno.

«Una trentina di anni fa – ricorda Bernabei – il regista Giuliano Montaldo e il direttore della fotografia Vittorio Storaro tentarono di fare un film su Matilde, ma il progetto non ebbe i finanziamenti necessari. Ora avremo un film non solo sulle vicende storiche, ma anche su quelle umane di Matilde. Alla faccia del provincialismo e della scarsa lungimiranza di Reggio Emilia. Sì – s’infervora Bernabei – perché non sappiamo riconoscere il grande valore delle cose che abbiamo. Serve più fiducia. Ora però Hollywood viene qui per un grande film su Matilde, con veri big del cinema». —