«Al nostro matrimonio il Comune ci ha vietato di portare i nostri cani»

La denuncia pubblica  di Elena Garuti, educatrice e titolare di un rifugio:  «Nel regolamento c’è scritto che possono entrare»

CORREGGIO. «Dopo un mese di domande, attese, chiamate anche da parte del mio avvocato in via informale, niente da fare. La signora sindaca di Correggio non permette che ci si sposi in Comune portando con se il proprio cane, vieta l’ingresso in ogni stanza e non concede che l’animale presenzi (nemmeno nello sgabuzzino delle scope come abbiamo chiesto, seriamente disposti a farlo), all’unione della sua famiglia in barba al regolamento comunale per la tutela ed il benessere animale approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale».. La denuncia pubblicata fatta via social – sulla frequentatissima pagina “Se sei di Correggio” – arriva da Elena Garuti, 54enne titolare di un campo di addestramento “La scuola di Pupi by Dog’s Life project” e che da sempre si occupa di cani, per passione e ora per lavoro, anche come educatrice. Come tutto quello che avviene sui social, le sue parole hanno provocato reazioni, pro e conto. Quello che ci racconta è che, dopo tanti anni di convivenza – 26 per la precisione – lei e il compagno Riccardo hanno deciso di sposarsi. «Niente cerimonia, niente banchetto, niente invitati – chiarisce – Più una formalità, che altro. Volevamo andarci con i nostri testimoni, e un amico avvocato avrebbe celebrato». «L’unica cosa alla quale teniamo è che due dei nostri cani siano presenti» racconta. Sarebbero stati Trinity e Jude ad accompagnare Elena e Riccardo in municipio a Correggio. «Per me sono passione e amore, mi sembrava normale portarli» confida. Tanto che dava per scontato che fosse anche possibile farlo, nella data già fissata del 29 novembre prossimo. «Poi per scrupolo ho chiesto all’ufficio e mi hanno detto che no, pensavano che non sarebbe stato possibile» racconta. Un lungo giro di telefonate, richiesta di informazioni, che hanno portato – racconta – alla fine ad avere un no alla possibilità di portare Trinity e Jude in municipio il giorno delle nozze. «Ero disponibile a sposarmi anche nello sgabuzzino delle scope, persino sulle scale pur di farli entrare, ma niente» va avanti Elena Garuti. Che, spiega, ha già rimediato sul municipio di Novellara per pronunciare il suo sì e formalizzare una unione che va vanti da così tanto tempo: «Lì la presenza dei nostri cani non è un problema».

Quello che Elena Garuti proprio fa fatica a mandare giù è la motivazione che, dice, le è stata data: «motivi di decoro». «Mi dà fastidio che sia stato approvato un regolamento, ma che poi questo invece non venga rispettato» conclude la prossima sposa. —


Elisa Pederzoli

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