Per le Fiere di Reggio Emilia tre acquirenti in pole: asta di dicembre verso il rialzo

La base dell’asta a 6,8 milioni di euro fissata dall’offerta presentata da Terminal One ora potrebbe salire

REGGIO EMILIA. Non c’è solo Terminal One. Accanto alla cordata di imprenditori reggiani che hanno già dichiarato la volontà di comprarsi le Fiere di Reggio Emilia, ci sono almeno altri due soggetti che sembrano avere tutte le carte in regola per presentare un’offerta.

Qui, però, non è dato sapere al momento qual è la loro intenzione rispetto alla destinazione. Più che alle fiere, però, potrebbero essere interessati all’area. Ed è qui che si inserisce probabilmente la consultazione avvenuta i giorni scorsi tra il liquidatore nominato per il concordato di Reggio Emilia Fiere, Aspro Mondadori, e il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi.

L’unica cosa certa è che, grazie all’interessamento della cordata di Terminal One, è stata indetta la nuova asta, con un prezzo base di 6 milioni e 800mila euro. Chi vorrà partecipare dovrà presentare un’offerta in busta, prendendo così parte alla fase dei rialzi che dovranno essere di almeno 50mila euro. . Chi si comprerà l’area, poi ci farà quello che vuole. Ma i cambi di destinazione eventuali dovranno passare per il Comune. Certo è che la curatela punta a incassare il più possibile dalla vendita, partita da quotazioni superiori ai 20 milioni di euro anni addietro e poi finita sotto i 10 milioni.


C’è anche chi continua a perorare la causa della gestione fieristica, come l’instancabile Enrico Banfi, padre della Società Ornitologica Reggiana e dell’omonima fiera che prenderà il via questo fine settimana. «Un evento che si è globalizzato - scrive Banfi - l’ultima edizione ha visto la partecipazione di 40 Paesi del mondo». Ma il calendario degli eventi resta per ora fuori dall’offerta di acquisto che ha natura prettamente economica.