Il Pd blinda Marwa Mahmoud «Contro di lei attacchi beceri»

De Lucia e Montanari contrari alla mozione delle opposizioni oggi in consiglio Cattani, segretario cittadino: «Dalla Lega pregiudizi verso una donna straniera»

REGGIO EMILIA. «È una mozione becera, non giriamoci intorno: il problema della Lega è che Marwa è una donna, attivista e di origine egiziane». Così i consiglieri comunali Pd, Dario De Lucia e Fabiana Montanari, prendono le difese della loro collega Marwa Mahmoud, presidente della Commissione consiliare speciale “Diritti umani, Pari opportunità e Città internazionale”, finita sotto accusa da parte di consiglieri di tutti i gruppi di opposizione presenti in sala Tricolore, che nei giorni scorsi hanno presentato una mozione di censura che sarà discussa oggi pomeriggio.

IL DOCUMENTO


La mozione che vede come estensore e primo firmatario il capogruppo della Lega, Matteo Melato, a cui seguono le firme di tutti i componenti del suo gruppo e quelle di Cinzia Rubertelli di Alleanza Civica, Paola Soragni del M5s e Cristian Panarari del Gruppo Misto, pone due questioni: la prima è relativa al voto contrario espresso da Mahmoud rispetto alla proposta dell’opposizione di cancellare via Tito dalla toponomastica cittadina e la seconda di aver svolto incontri istituzionali senza aver preventivamente informato i componenti della commissione. Il riferimento è all’incontro che Mahmoud ha avuto nelle scorse settimane con il questore Antonio Sbordone.

LA REPLICA

«Le opposizioni seguono la Lega attaccando Marwa con una mozione di sfiducia perché non ha votato un loro documento e non segue la linea politica che vogliono loro – aggiungono De Lucia e Montanari – Chi lo avrebbe mai detto che una delle consigliere più votate e la prima musulmana laica a sedere in Sala Tricolore ha una visione della società e fa politica in modo diametralmente opposto al partito di Salvini? Non ci vuole un genio. Così tirano dentro tutto, il fatto della rimozione di via Tito, l’incontro di Mahmoud con il questore per le divergenze legate all’integrazione dei giovani immigrati, il suo ruolo di presidente di Commissione. Una macedonia che è solo un becero attacco politico alla sua persona». Per De Lucia e Montanari, «Mahmoud sta lavorando attivamente sul tema dei diritti umani non solo da quando è presidente della commissione ma da oltre quindici anni della sua storia personale di donna e attivista. Il tema dei rapporti della Lega verso la consigliera Mahmoud è abbastanza chiaro. Vorremo che questa brutta politica fatta di attacchi alla persona fatta per rincorrere i peggiori istinti del proprio elettorato finisca. Diciamo ai ragazzi in camicia verde di non rincorrere i bassi istinti per raccattare qualche voto degli estremisti in vista delle Regionali ma di portarci il meglio che possono, o almeno di provarci, per il bene della città».

LA SEGRETERIA

Sulla questione interviene anche Luca Cattani, segretario del Pd cittadino: «Un presidente di commissione non perde il diritto di parola solo perché la Lega è in campagna elettorale e vuole colpire una donna, lavoratrice e di origini straniere. Marwa ha tutto il diritto, come consigliere comunale, di esprimere la sua opinione sulle vicende correnti della città e di incontrare chi crede a titolo personale. Gettate la maschera: la vostra è una pregiudiziale, che noi certo non possiamo accogliere, e un uso strumentale della discussione in consiglio. E, come Pd, rispediamo al mittente entrambe». —

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