Caso affidi, ritornano gli ispettori al tribunale dei minori 

Nuova indagine amministrativa del ministero della Giustizia sul tribunale minorile. Bonafede: «I bimbi vanno protetti»

REGGIO EMILIA. L’attività del tribunale minorile di Bologna finisce di nuovo sotto la lente del ministero della Giustizia. In seguito all’ispezione eseguita subito dopo l’emergere dell’inchiesta “Angeli e demoni” sul sistema affidi in Val d’Enza – e tenuto conto degli esiti dell’istruttoria degli uffici – il guardasigilli, Alfonso Bonafede, ha infatti disposto un’indagine amministrativa da parte dell’ispettorato del Ministero della Giustizia al tribunale per i Minorenni di Bologna, con lo scopo di accertare eventuali anomalie. «La protezione dei bambini è una priorità», afferma il guardasigilli.

L’ISPEZIONE

La nuova indagine rappresenta un ulteriore approfondimento – specificano dal ministero – stimolato proprio da Bonafede: un approfondimento che va oltre le sole forme dell’acquisizione documentale e prevede anche la consultazione del protocollo riservato e l’audizione diretta degli interessati: magistrati professionali e onorari, personale amministrativo, altri soggetti in grado di fornire informazioni e rappresentanti del foro locale.

LO SCOPO

L’obiettivo è «accertare possibili anomalie nell’attività svolta dal Tribunale con l’ausilio del Servizio Sociale della Val d’Enza; gli eventuali rapporti, anche extraprofessionali, tra giudici e operatori del settore minorile che potrebbero aver determinato situazioni di incompatibilità». E poi: «Le misure eventualmente adottate dal presidente del Tribunale sulle possibili situazioni di incompatibilità/astensioni; la corretta applicazione delle tabelle di organizzazione anche con riguardo alle attività dei giudici onorari minorili; ogni altro aspetto che possa risultare di interesse».

IL COMMENTO

«Sin dall’inizio ho chiarito che la protezione dei bambini è una priorità – spiega Bonafede – su questo fronte andremo fino in fondo. La prossima settimana presenteremo i dati sul monitoraggio degli affidi effettuato dalla squadra speciale di giustizia per la protezione dei minori. È la prima volta che si è in grado di fornire un quadro di dati chiaro, omogeneo e su base nazionale».

IL PRECEDENTE

L’attività del tribunale di Bologna è stata già passata al setaccio – oltre che dagli ispettori ministeriali – anche dal suo presidente, Giuseppe Spadaro, che durante la scorsa estate ha riesaminato cento casi a partire dal 2017, non riscontrando anomalie procedurali. Nel dettaglio, sui cento fascicoli esaminati, relativi a segnalazioni provenienti dai servizi dell’Unione Val d’Enza e con i quali si prospettava l’allontanamento dei bambini dalle famiglie, in 85 casi il tribunale ha deciso di lasciare i bambini tra le mura domestiche. Nei 15 casi in cui i giudici hanno accolto la richiesta di allontanamento, non prima di aver incaricato consulenti, per la metà i genitori non hanno fatto ricorso, mentre per il resto i ricorsi sono stati respinti in Appello.

Nei casi più controversi, ovvero una trentina, i giudici minorili hanno infine deciso per la formula dell’affido esplorativo. Una verifica interna che di lì a qualche settimana ha spinto l’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia (Aimmf) a far quadrato attorno al tribunale dei minori di Bologna, negando l’esistenza di un “sistema Bibbiano”, sul quale tuttavia il ministero della Giustizia vuole tornare a fare accertamenti e indagini interne. —

E.Spa.

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