Parma strappa una “mini” Alta Velocità, in arrivo i treni AV dalle stazioni storiche

Dal 15 dicembre sei Frecciargento da e per Milano utilizzeranno anche la linea veloce. Nuove corse in Mediopadana

REGGIO EMILIA. Alla fine Parma ha strappato una “mini” Alta Velocità. Dopo le polemiche delle settimane scorse, la novità è che con l’orario invernale (che entrerà in vigore la seconda domenica di dicembre, il 15, per restare tale fino a giugno) Trenitalia – oltre ad aumentare le fermate alla stazione Mediopadana in continua crescita – introdurrà 6 coppie di treni di ultima generazione, i Frecciargento, che partiranno dalla stazioni storiche per poi utilizzare, tramite interconnessioni già esistenti, l’alta velocità. In pratica si potrà salire in piazzale Marconi e andare a Milano in alta velocità senza cambiare.

Il cambio di passo, fa sapere Trenitalia, sarà reso possibile dalla sostituzione dei “vecchi” Frecciabianca con i nuovi Frecciargento, gli Etr-700: convogli non solo molto più confortevoli per i passeggeri, ma dotati delle caratteristiche tecniche necessarie per viaggiare sulla linea AV. Grazie a questi modelli si potrà passare dalla linea normale a quella ad Alta velocità: le interconnessioni per il passaggio esistono da tempo, ma appunto mancavano i convogli “giusti” dal punto di vista tecnologico.

Con i fiammanti Etr-700 – i primi sono entrati in servizio la scorsa estate, mantenuti però sulla linea storica – saranno introdotte 6 coppie di treni (per un totale di 12 fermate, visto che ciascun locomotore farà una fermata all’andata e una al ritorno). Di questi, oltre che a Reggio Emilia, quattro fermeranno a Parma e due a Piacenza.

Chi vorrà andare a Milano più rapidamente potrà salire nelle stazioni storiche di Reggio Emilia, Parma e Piacenza e scegliere l’alta velocità, pagando ovviamente un biglietto più costoso e soprattutto mettendoci meno tempo: da Reggio o Parma si risparmierà mezz’ora (un’ora anziché un’ora e mezza). In modo impercettibile per i viaggiatori i Freccia Argento, una volta partiti dalla stazione storica sui consueti binari, tramite le interconnessioni il treno devierà sulla linea dell’alta velocità.

Da notare che, secondo Trenitalia, la velocizzazione è stata pensata per la linea Adriatica, che da Bari-Lecce, dall’Abruzzo, dalle Marche arriva fino alla Romagna e da lì sale al nord. Su questa direttrice chi risale la penisola potrà accelerare l’ultimo tratto: dall’Emilia verso Milano. Nulla cambia nella direttrice verso Roma, ritenuta già ben servita.

La svolta è epocale: se prima per dimezzare i tempi di percorrenza chi abitava nelle province limitrofe a Reggio Emilia doveva obbligatoriamente recarsi a Mancasale, da dicembre coloro che, per comodità, preferiscono la stazione storica potranno usare l’alta velocità evitando cambi intermedi.

Trenitalia si è affrettata a precisare che i motivi della nuova offerta risiedono dall’analisi del mercato. Poiché questi si tratta di treni “a mercato”, che non ricevono nessun tipo di finanziamento a differenza dei treni regionali, la modifica è stata dettata dall’analisi delle indagini di mercato, che avrebbero fatto emergere la necessità di maggiori collegamenti per Milano, in determinati orari, nei bacini di Parma e Piacenza. Insomma lungi dalle rivalità campanilistiche le ragioni sarebbero prettamente economiche: l’alta velocità “tira” sempre di più. Piatto ricco, mi ci ficco.

In realtà a Piacenza non si sentiva tutta questa esigenza, visto che con un regionale si arriva a Milano in meno di un’ora. Discorso diverso per Parma, che da tempo chiede a gran voce di poter usufruire dell’AV, strappata (o scippata) proprio alla città ducale dalla lungimiranza dell’allora sindaco Antonella Spaggiari.

Una offerta aggiuntiva che si andrà ad aggiungere ad una Mediopadana che da anni, ormai, vola. Questa la versione di Trenitalia, che sottolinea come la “mini” alta velocità non toglierà nulla alla stazione di Calatrava, visto che contestualmente, sempre dal 15 dicembre, la società predisporrà alla Mediopadana 15 fermate in più di 7 coppie di treni.

Nessuna rivalità, bensì un’alternativa tra due linee che continueranno a viaggiare parallele, affermano i vertici Trenitalia. Vero è che Mancasale, con i suoi oltre 70 convogli al giorno (tra Trenitalia e Italo) e 4mila passeggeri, sta conoscendo un boom senza sosta e che la novità della stazione storica rappresenta, per ora, un minuscolo passo. Ma solo il tempo dirà se davvero la stazione Mediopadana non risentirà della concorrenza dei vicini.