Blitz delle coop: Bonterre con Intesa vuole mangiarsi i prosciutti Ferrarini

Cordata per rilevare anche Vismara: 2 giorni per accettare. «Sarà un’operazione industriale unitaria: ma fate presto»

REGGIO EMILIA  La cooperazione rossa punta al grande colpo nell’agroalimentare con un’offerta sul filo di lana per acquisire i prosciutti del gruppo reggiano Ferrarini, famiglia a forte impronta confindustriale schiacciata dai debiti e che ha messo in concordato i tre rami aziendali.

Un colpo di scena che ha un forte impatto sullo scacchiere nazionale visti i pesi spesso contrapposti ora in campo. Ma soprattutto dal punto di vista industriale e finanziario, perché si tratta della scesa in campo di una cordata concorrente a quella scelta dai Ferrarini, che ha scelto il gruppo Pini per il salvataggio.

I concorrenti sono invece imprenditori italiani affiancati da Intesa Sanpaolo, la più grande banca italiana, creditrice del gruppo reggiano (con Unicredit e Sga è esposta per 200 milioni di euro) che sta tentando l’acquisizione dopo l’impasse finanziaria causata da un debito del gruppo Ferrarini che aveva pareggiato il fatturato a quota 350 milioni di euro.


La nuova cordata vuole acquisire Ferrarini e Vismara «per mettere in sicurezza le due aziende» si legge in una nota diramata ieri in serata. In prima linea c’è quindi Bonterre-Grandi Salumifici Italiani, colosso da poco formato e legato alla cooperazione rossa modenese, nato lo scorso gennaio, operazione nell’agroalimentare che sta riuscendo a far passare in secondo piano la recente tragedia delle coop nel settore delle costruzioni.

La recente creazione del gruppo Bonterre, che ha la testa a Modena ma le braccia a Reggio Emilia, conta dentro al suo perimetro realtà del calibro di Casa Modena e di Parmigiano Reggiano, aggregando un fatturato superiore al miliardo di euro. È il frutto infatti dell’aggregazione tra Grandi Salumifici Italiani (che conta stabilimenti a Reggio accanto all’ex Unipeg e a Brescello) e Parmareggio, premiata ditta nata a Montecavolo di Quattro Castella.

La nuova holding è ora a totale proprietà cooperativa essendo le due aziende di origine già controllate dalla cooperazione a marchio Legacoop. Con Bonterre e Intesa c’è poi Opas (sede a Mantova e produzione a Carpi, la più grande organizzazione di prodotto tra allevatori di suini in Italia), oltre alla Casillo Partecipazioni (società a capo di Casillo Group, attivo nella produzione e nel e trading di commodities agricole e prodotti derivati che fattura quasi 2 miliardi di euro).


«La richiesta di Ferrarini del 20 settembre scorso di anticipare l’adunanza dei creditori da una parte, e l’istanza di revoca del concordato preventivo depositata dal Commissario di Vismara tre giorni dopo, dall’altra - viene riportato nel comunicato congiunto della nuova cordata - hanno fatto emergere la gravità dell’attuale situazione delle due società, esponendole conseguentemente al rischio di imminente interruzione delle attività aziendali».

Per questo motivo ieri hanno inviato una proposta a Ferrarini e Vismara manifestando «l’interesse di realizzare un’operazione industriale unitaria finalizzata a preservare le relative aziende e a tutela dei creditori sociali, degli altri stakeholders - in primis, dipendenti, fornitori ed altri soggetti del territorio - e del sistema economico del nostro Paese».

Un «intervento urgente che metta in sicurezza» le aziende partendo dall’affitto-ponte dei rispettivi rami d’azienda da parte di veicoli societari appositamente costituiti - dopo la due diligence- partecipati e gestiti dai partner industriali. I Ferrarini hanno solo due giorni per accettare. Domani, infatti, c’è l’udienza di revoca del concordato di Vismara dopo la scomparsa dell’offerta di Amadori. «Una risposta negativa o una mancata risposta favorevole anche da parte di una sola delle due società entro il termine indicato, renderebbe impercorribili le soluzioni prospettate finendo, tra l’altro, per colpire i dipendenti diretti e indiretti delle due società e danneggiando il territorio e il tessuto industriale ed economico del Paese». —