«Mai coinvolti nel percorso Così non possiamo dire sì»

Il renderig del futuro impianto di Gavassa

Dieci sindaci reggiani non hanno sottoscritto il documento collettivo di sostegno Molti lamentano il poco tempo e le poche informazioni per valutare



«L’impianto Forsu-Biometano? Non abbiamo avuto sufficienti informazioni. Per questo, non abbiamo potuto sottoscrivere il documento che lo appoggia».


I dieci sindaci che non compaiono tra i 32 firmatari del documento a sostegno del discusso impianto che Iren vuole realizzare a Gavassa, spiegano in larga parte così la decisione di non aderire. A parte il primo cittadino di Bagnolo, Gianluca Paoli, che con una nota ha espresso ufficialmente la contrarietà della propria amministrazione per l’area individuata, gli altri – come il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini e di Casalgrande Giuseppe Daviddi – non condividono il metodo utilizzato per arrivare al documento comune. E l’urgenza dettata: poco il tempo infatti per valutare l’adesione.

NON HANNO FIRMATO

I sindaci che non hanno firmato con Bagnolo sono quelli di Campegine, Carpineti, Casalgrande, Casina, Castelnovo Monti, Montecchio, Toano, Viano e Villa Minozzo. Territori con amministrazioni tendenzialmente fuori dall’orbita del Pd. A parte qualche eccezione.

Come per Enrico Bini. «Non ho sottoscritto il documento perché non ho avuto modo di approfondire la materia. Credo che non sia stata discussa nel modo giusto. Ne ho parlato con la mia maggioranza e senza approfondire non si poteva firmare. Forse andava affrontata in una discussione allargata» dichiara. «È mancata conoscenza e informazione. Non ero in grado di dare un parere né positivo, né negativo. Ci è arrivata una e-mail con questo documento: non mi sembra la modalità giusta. Quella dei rifiuti è materia complessa, capisco che sia necessario un impianto, perché rispetto ad altre province non ne abbiamo e questo incide sulla tariffa dei rifiuti però da lì a dire di sottoscrivere un documento su un impianto di cui non conosciamo niente... Spero che facciano un’assemblea dei sindaci» conclude.

Sulla stessa linea il sindaco di Casalgrande, Giuseppe Daviddi. Che però rincara: «Non ho firmato quel documento perché non so niente di quell’impianto: non siamo mai stati coinvolti, non ci è mai stato spiegato a cosa serva, cosa produca... Magari è anche un impianto valido, ma in coerenza dico no. Non è corretto calare un documento così dall’alto. Bisognerebbe chiedere agli altri sindaci, che lo hanno sottoscritto, cosa sanno del Forsu. Perché alle riunioni che ci sono state quando hanno deciso di farlo, noi non siamo mai stati convocati, quindi come posso sottoscrivere un documento su qualcosa che non conosco? Io rimango sorpreso che in 32, a parte Reggio, San Martino in Rio e altri davvero coinvolti da tempo, abbiano comunque deciso di sottoscriverlo...».

«Sarebbe stato corretto convocare una riunione dei sindaci in cui veniva spiegato. Mi sarebbe anche piaciuto interessarmi, capire, studiare per avere un’idea in merito. Oggi non la riesco ad avere e, per coerenza, mi astengo» conclude.

Per mancanza di informazioni o tempo, per un confronto interno alla propria maggioranza, non hanno sottoscritto il documento anche il sindaco di Casina Stefano Costi, quello di Montecchio Fausto Torelli, quello di Toano Vincenzo Volpi e di Villa Minozzo Elio Ivo Sassi. «È un percorso nel quale io personalmente non sono stato coinvolto – commenta il sindaco di Campegine, Germano Artioli – Ho dato un’occhiata qua e là e ho visto che ci sono anche problematiche diverse rispetto alla questione. Il concetto di riciclo mi trova d’accordo, però mi pare per fare una firma ponderata bisognava avere informazioni in più che io non ho avuto».

LE RAGIONI

«Mi sono riservato di approfondire l’argomento – sottolinea il primo cittadino di Carpineti, Tiziano Borghi – In questa fase, ad esempio, non siamo a conoscenza di dove finisca il digestato e sul tema è in corso una certa discussione. Faccio parte di un ordine agrario, a maggior ragione ho ritenuto di chiedere più tempo e mi sto documentando: in 12 ore, il tempo che ci hanno dato da quando è arrivata la e-mail, non ci riesco. Quindi la nostra per ora è un’astensione. In linea di massima sul biogas sono d’accordo, ma bisogna conoscere tutta la filiera e vedere dove va il digestato. Se va nella filiera del Parmigiano Reggiano, dove studi chiari non ci sono, ho grossi dubbi».

Vuole approfondire prima di ogni possibile sottoscrizione ed entra nel merito il sindaco di Viano, Nello Borghi. «Sono un energy manager e molte cose le so, ma come amministratore non abbiamo avuto informazioni. Quando ero assessore all’Ambiente ho partecipato a incontri organizzati dai comitati con degli esperti e le loro argomentazioni erano concrete – evidenzia – In provincia a oggi non abbiamo nessun tipo di impianto di trattamento. Cosa fare e di cosa dotarsi non è di semplice soluzione. Mi preoccupano molto i grossi impianti perché hanno delle ricadute. Ci sono ancora punti oscuri che meritano di essere valutati; sono decisioni che non si possono prendere a cuor leggero». —