Una cappelleria di 153 anni dal 1948 “griffata” Duri

Era il 1866 quando si aprirono le serrande (oggi come ieri) in piazza Prampolini 1 L’attuale titolare Luca Manzini: «I nostri clienti? Tanti vip e tantissimi reggiani» 



In Francia c’era Napoleone III. In Italia, unificata cinque anni prima, c’era Vittorio Emanuele II. E a Reggio, in piazza, dove si trova anche oggi, alzava la serranda per la prima volta, il negozio di cappelli. Era il 1866 ed era gestito dalla famiglia Bianco. Che lo condusse fino al 1948. «Anno in cui subentrò nonno Remo Duri – dice l’attuale titolare della Cappelleria Duri, Luca Manzini, 53 anni, in bottega dal 1993 – Remo, assieme alla moglie Ormea e alla figlia Gianna, che era la mamma di mia moglie Elvira, gestirono il negozio per diversi anni. Anche l’altra figlia Camilla, insegnante di latino e greco al Liceo Classico di Reggio, da studentessa ha aiutato i genitori nell’attività».


Dalla cappelleria Duri, che di anni ne compie 153, una delle botteghe più antiche del centro della nostra città, sono passati un po’ tutti. Star dello spettacolo e persone comuni. «I nostri clienti – spiega Luca Manzini – sono stati per esempio Giorgio Albertazzi, Renzo Arbore, Massimo Ghini e Ivana Spagna. Ma sono stati e sono soprattutto i tanti reggiani che scelgono di passare da qui per acquistare cappelli, sciarpe, guanti e ombrelli». La storia della cappelleria Duri, al numero 1 di Piazza Prampolini, è lunga così. «Nonno Remo – spiega Manzini – era un ambulante di cappelli già prima del 1948, quando decise di rilevare l’attività. Insomma, era del mestiere. In origine, e fino agli anni ’70, si effettuavano anche restauri e lavaggi. Col passare del tempo, l’offerta si è ampliata. E oggi, a fianco della vendita tradizionale di cappelli di marche prestigiose, abbiamo anche la commercializzazione di ombrelli, guanti, sciarpe, bretelle, cravatte e bastoni da passeggio».

Entra un cliente. Un giovane cliente. Chiede una coppola per il proprio papà: «Un regalo» dice. «La nostra clientela – aggiunge Luca Manzini – è solitamente molto fidelizzata. Con alcuni siamo diventati amici. Come è cambiato il commercio? Con internet è tutto un pochino più complicato. Ma da parte nostra cerchiamo di stare al passo coi tempi. Mandiamo a prendere pezzi visti dalla nostra clientela sul web, abbiamo iniziato a proporre prodotti totalmente eco-sostenibili. Cambiano i tempi, cambiare e adattarsi sono elementi essenziali di qualsiasi attività. Ancora di più per una delle botteghe più antiche di Reggio come siamo noi. Stiamo vivendo una fase in cui, tendenzialmente, i piccoli negozi soffrono. Garantire un servizio personalizzato, cucito a misura per ogni cliente, è il segreto».

Cambia il commercio, cambiano i negozi, cambia Reggio. «L’offerta commerciale – sottolinea il titolare – si è talmente ampliata, soprattutto attraverso internet, che la rete dei negozi del centro ne ha risentito». Da Duri, nel mentre, il giovane cliente ha trovato il cappello da regalare al papà. E, piccola curiosità, il negozio Duri è stato anche un negozio d’abbigliamento per un giorno: «Nel 2018 sono state registrate alcune scene del film sul pittore Ligabue che uscirà nei prossimi mesi. Ho fatto anche una piccola particina (ride, ndr), vendendo a Elio Germano, che interpreta il pittore, un cappotto. È stato divertente». Insomma, da Duri è passato anche Ligabue. Mica difficile da credere, ci sono da quando c’era Napoleone… —