Commando assalta un portavalori tedesco. Bottino: 10 milioni in lingotti d’oro e monili

La polizia di Parma è intervenuta sulla via Emilia per soccorrere le guardie giurate, poi prese in consegna dai colleghi di Modena

Reggio Emilia, il furgone abbandonato a Lemizzone di Correggio, le due guardie giurate prese in ostaggio e liberate nel Parmense 

REGGIO EMILIA. Due guardie giurate bloccate in autostrada da un commando armato, sequestrate e portate a Correggio e infine rilasciate nel Parmense. È questo il racconto – che fa acqua da più parti, tanto da non convincere affatto gli investigatori – reso dalle vittime.L’unico dato certo è che l’assalto ai danni del furgone portavalori ha fruttato una refurtiva milionaria: il carico, in lingotti d’oro e gioielli, valeva 10 milioni di euro. La vicenda risale alla notte tra mercoledì e giovedì, quando il portavalori di una società di vigilanza tedesca, con a bordo due addetti residenti in Germania ma di origine italiana, procedeva sull’A22.

Il portavalori era vicino alla meta: il punto d’arrivo del lungo viaggio, iniziato in Germania, era Borgo Panigale a Bologna, dove si trova una sede della storica società di servizi di sicurezza (ha per clienti aziende, pubblica amministrazione, privati e banche) dove i due dipendenti avrebbero dovuto consegnare il prezioso carico. Senonché sull’A22, tra i caselli di Reggiolo-Rolo e Carpi, il portavalori è stato superato e rallentato da un furgone, per poi essere affiancato da una macchina. Le guardie giurate, così bloccate, si sono viste accerchiate da un commando armato: due o più uomini travisati da passamontagna e armati di fucili a canne mozze che, con accento dell’Est, hanno puntato le armi contro gli addetti, intimando loro di far posto in cabina e di seguire le istruzioni. Il percorso è bruscamente cambiato: l’autista è stato costretto a uscire al casello di Carpi e a dirigersi verso Correggio. Lì la banda ha depredato il portavalori e lo ha abbandonato, procedendo a trasbordare il bottino milionario su un’auto pulita, mentre il tragitto degli ostaggi è proseguito su un altro veicolo.

Non è ben chiaro se i due siano stati accompagnati da uno solo o da più rapinatori; quel che è certo è che le vittime sono ricomparse nel Parmense e in particolare in strada del Traglione, la stradina che costeggia l’Enza subito dopo il ponte di Sant’Ilario (ma il Comune è Gattatico), nello stesso luogo dove venne ritrovato il corpo del piccolo Tommaso Onofri nel 2006. Nella tortuosa e semivuota stradina fitta di vegetazione le due guardie giurate sono state liberate e fatte scendere a piedi, senza cellulari. I due hanno raggiunto la via Emilia, chiedendo aiuto al bar trattoria Da Corina, gestito da cinesi, dove gli uomini hanno potuto telefonare al 113.

Nella stessa notte, ore più tardi, una pattuglia dei carabinieri di Correggio in servizio di perlustrazione si è imbattuta in un mezzo abbandonato in via della Pace, a Lemizzone, vicino alla zona industriale tra Correggio e San Martino in Rio. Il portavalori – vuoto ad eccezione di alcuni sacchi d’oro rimasti – è stato recuperato dai militari, sequestrato e consegnato alla polizia scientifica di Modena, che ha iniziato ad analizzare l’abitacolo alla ricerca di tracce biologiche.

La Squadra Mobile di Modena, che indaga per competenza sull’intricato episodio, ha mantenuto il massimo riserbo, limitandosi ad affermare che si stanno interrogando le vittime. Il racconto degli addetti è, al momento, l’unico elemento in mano agli inquirenti: ma si tratta di una versione che presenta diverse falle. Anzitutto sull’assalto, descritto in modo generico. E ancora: i luoghi prescelti (Lemizzone e strada del Traglione) farebbero pensare a una banda che conosce bene il nostro territorio. Ma perché darsi la pena di portare gli ostaggi fino nel Parmense, con il rischio di essere fermati in un posto di blocco? Per questo e per altre contraddizioni le vittime sono state torchiate dalla Mobile con interrogatori separati.