Alta Velocità, Parma prenota una fermata davanti alle sue Fiere

La proposta del sindaco Pizzarotti al ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli. Ma resta l’incognita efficienza visto che sarebbe a soli 30 km dalla Mediopadana

REGGIO EMILIA  Una fermata dell’alta velocità davanti alle Fiere di Parma, a soli 30 chilometri da quella di Reggio. A chiederla, ancora una volta, è la città ducale per bocca del suo sindaco, Federico Pizzarotti, che nei giorni scorsi ha portato la pratica all’attenzione del Governo. Uno scenario che fa gola oltre Enza ma che rischia di spezzettare eccessivamente le tratte rallentando i treni che viaggiano sulla linea dedicata dove sfrecciano ai 300 all’ora. Senza scordarsi che l’idea, facendo gola anche ai cugini modenesi, aprirebbe troppi fronti dopo una scelta avvenuta nel passato che ha premiato Reggio senza appello.


SCATTO IN AVANTI  «Quando nei giorni scorsi è venuta a Parma Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture, abbiamo parlato della possibilità di prevedere una fermata dell’alta velocità in zona Fiere», ha rivelato però Pizzarotti i giorni scorsi, quando il traffico è andato in tilt durante la fiera del Cibus Tec. Ma la questione è annosa e la piccola Parigi, considerata una delle capitali della food valley emiliana, soffre ancora la storica assegnazione della fermata dell’alta velocità lungo la via Emilia a Reggio, candidata così a diventare la capitale Mediopadana.

PROVINCIA DI MILANO  Reggio, grazie ai soli 48 minuti di distanza consentiti dall’alta velocità, è ormai considerata un’estensione della periferia di Milano, scalzando anche paesi più vicini alla capitale finanziaria d’Italia. La città della Madonnina è in grande spolvero su scala europea sull’immobiliare e sul terziario avanzato, beneficiando con Francoforte anche della Brexit che sta affossando Londra. Proprio dall’affollata Milano stanno giungendo sempre più nuovi residenti verso Reggio, che lavorano nella city meneghina ma comprano casa - a un terzo del costo - nella Città del Tricolore per viverci con la famiglia, a misura d’uomo e con asili di livello scandinavo, università, sanità efficiente ma senza gli assilli della metropoli. Non solo: sempre grazie ai super treni, dalla Mediopadana si arriva a Torino in meno di due ore o a Roma - con il diretto - in 2 ore e 28 minuti. Primati infrastrutturali reali che condensano su Reggio un traffico turistico e legato agli affari che sta creando un indotto destinato a comporre un settore economico indipendente, su cui resta l’immensa pecca dei parcheggi e degli scarsi servizi all’ombra delle vele disegnate dall’archistar Santiago Calatrava.

LO SCIPPO  Tutto ciò è da sempre considerato uno scippo agli occhi dei cugini d’oltre Enza, che tornano alla carica a ogni piè sospinto. L’occasione è stata colta da Reggio Emilia, che ci ha costruito su una cattedrale ferroviaria - anche se col deserto attorno - facendo dello scalo un vero e proprio volano per gli affari nell’area nord. Una prospettiva ad alto valore aggiunto che all’epoca probabilmente in pochi avevano colto nella sua interezza, anche a Parma, dove le risorse continuano ad essere riversate ma su un altro scalo, quello aereo del Verdi.

SOLDI SULL’AEROPORTO  Un aeroporto di piccole dimensioni e relativo impatto, oggetto ora di un rilancio partito dall’aumento di capitale per circa otto milioni e mezzo di euro sottoscritto interamente dall’associazione industriali parmigiani, con un nuovo volo per Tirana e altri probabili per Kiev e Parigi. Ma un conto sono gli aerei, l’altro è la mobilità interna con i treni veloci, che non prevedono tempi morti salvo sciopero o guasti. Nella stazione di Parma i treni ad alta velocità passano utilizzando però la linea tradizionale e in numero risicato rispetto all’offerta della Mediopadana.

L’ESCAMOTAGE FIERE  Parma, per affermare la necessità di una sua fermata, sta facendo leva da tempo sul suo polo fieristico, che funziona a pieno regime - a differenza di quello reggiano - ma con congestioni stradali durante le grandi manifestazioni. Il caos viabilità in presenza di Mecspe, Salone del Camper, Mercanteinfiera e ovviamente Cibus - i fiori all’occhiello delle Fiere di Parma - era stato sollevato nel marzo scorso. Per evitare costi e spazzare via le polemiche, da Parma si parla di fermate da attivare sulla linea dell’alta velocità solo in concomitanza con le maggiori fiere. Una via di mezzo, non concorrenziale con la Mediopadana ma che sembra comunque in salita. —