«Jack ricorda, la morte non è la fine»

Folla e profonda commozione durante il funerale di Giacomo Negri, morto a 20 anni in un incidente stradale

ROLO. Lacrime, lacrime, solo lacrime. E un silenzio surreale. Ieri si sono svolti, in forma civile, i funerali di Giacomo Negri, 20 anni, magazziniere alla Elettromeccanica Calzolari di Fabbrico, morto nella notte tra mercoledì e giovedì in un incidente stradale, mentre tornava a casa dopo una festa di laurea che si era svolta in un locale vicino alla stazione di Rolo.. Il carro funebre delle onoranze Caprari, partito dalla camera ardente dell’ospedale di Guastalla, è arrivato puntualissimo in corso della Repubblica, davanti al municipio di Rolo, tra due ali di gente. Tutto il paese si è stretto attorno a mamma Manila e al fratello Filippo. Dopo una breve sosta per un tenero abbraccio con i famigliari di Giacomo, si è formato un corteo che, a piedi, in silenzio, ha percorso la via centrale del paese per poi imboccare una stradina che costeggia la scuola d’infanzia, per arrivare sul piazzale del cimitero. E qui c’è stato un altro dolorosissimo momento, con la mamma protesa verso la bara del figlio. Accarezzando quel legno, era come se accarezzasse il suo “bambino”. Straziante il momento in cui ha posato la fronte sulla bara e si è stretta in un ultimo abbraccio.

Nessuno è riuscito a trattenere le lacrime. Nel silenzio assoluto, solo i singhiozzi della gente; di tanti amici, ma anche di tante mamme.


Alle esequie erano presenti i colleghi di lavoro dell’Elettromeccanica Calzolari, che hanno portato un cesto di fiori, e alcuni compagni di squadra dei “Caimani” di Bondanello di Moglia, il club in cui Giacomo ha giocato a rugby.

Prima che il portellone posteriore del carro funebre si abbassasse definitivamente per lasciare il sagrato del cimitero, Stefano Calzolari, amico di Giacomo, ha letto il testo di una canzone di Bob Dylan del 1988, tratta dall’album “Down in the Groove”, “Death is not the end” (La morte non è la fine), che dice: «Quando sei triste, solo e senza amici ricordati solo che la morte non è la fine. E quando tutto ciò hai considerato sacro crolla irrimediabilmente, ricordati solo che la morte non è la fine . Non è la fine, non è la fine, ricordati solo che la morte non è la fine».

Poi Stefano ha chiuso la lettura con un saluto all’amico: «Ciao Jack».

Sempre nel silenzio più totale, passando in mezzo alla folla, il carro funebre ha fatto manovra per lasciare il piazzale, seguito dall’auto con a bordo la mamma e altri parenti. Il fratello Filippo, con una ragazza, è rimasto sugli scalini del cimitero, in lacrime, dove poi ha ricevuto l’abbraccio di tutto il paese.

Oggi, a Rolo, si svolge la 26esima Fiera di San Simone. Solo un evento – che avrebbe visto la partecipazione di Giacomo come organizzatore – è stato annullato.

Giacomo Negri era un bravo ragazzo, volonteroso e intraprendente. Così lo ricordano i tanti amici.

Ha perso la vita dopo una tranquilla e allegra festa di laurea. A bordo della sua Lancia Y ha imboccato via Nuova e, a un tratto, ha perso il controllo, andando a schiantarsi contro un palo di legno del telefono. Un urto terribile che lo ha ucciso sul colpo. L’auto è poi carambolata per quasi 100 metri, fermandosi sull’incrocio con via Rubona.

Ora Giacomo riposa in pace e ha raggiunto il suo adorato papà Uber, prematuramente scomparso nel 2015 a causa di una malattia. —

Mauro Pinotti

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