'Ndrangheta, Graziano Delrio in Commissione Antimafia: "Mai stato citato nella sentenza Aemilia"

Lo ha detto in Commissione Antimafia il capogruppo Pd alla Camera ed ex sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, rispondendo alle domande dei parlamentari

REGGIO EMILIA. «Non ho mai detto che non sapevo chi fosse Grande Aracri: rispondendo ad una domanda ho detto che non ne conoscevo nè luogo di nascita nè abitazione, ma sapevamo essere diventato boss di grande pericolosità. Al di là di una estrapolazione di pezzi del verbale, ho detto con chiarezza che sapevo bene che si trattava di un boss del crotonese ma non sapevo dove abitasse nè dove fosse nato».

Lo ha detto in Commissione Antimafia il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio. Delrio ha chiarito che la provincia di Reggio Emilia - città di cui è stato sindaco - ha avuto una reazione forte contro il fenomeno ndranghetista.

«Tutti noi dobbiamo fare un salto di qualità sulla comprensione del fenomeno ma in assenza di elementi investigativi precisi la nostra azione era di coscienza e di presa di posizione Nel 2011 con il prefetto De Miro abbiamo sottoscritto, primo Comune a farlo, il protocollo per il controllo dell'infiltrazione mafiosa su appalti e subappalti. Sulla base di quel protocollo partirono una serie di interdittive e furono estesi i controlli sugli appalti», ha detto il parlamentare.

Sulle interdittive antimafia, ha proseguito Delrio, «vi prego di leggere la deposizione del prefetto Antonella De Miro al processo Aemilia, deposizione che è stata fatta nell'udienza del 4 aprile 2017. Il prefetto ricostruisce l'incontro come l'ho fatto io. Mai si fece riferimento al fatto che il prefetto doveva abbandonare le interdittive, non fu fatta alcun tipo di pressione per influenzare il prefetto ma la nostra azione è sempre stata di difesa del prefetto. Non c'è mai stata nessuna ambiguità: sarebbe stato ben grave se avessi portato i consiglieri a spingere per il blocco delle interdittive, sarebbe stata una ambiguità molto seria».

Il parlamentare, durante l'audizione in Antimafia, ha poi aggiunro: «La sentenza Aemilia dice chiaramente chi è stato connivente e chi non è stato. La macchina del fango non va alimentata. Non mi pare che il mio nome sia mai citato in alcuna pagina della sentenza. La mia visita a Cutro è stata una visita istituzionale di 24 ore. Il mio giudizio sulle campagna elettorale a Cutro è assolutamente negativo. Sono andato a rappresentare la mia città e la sera prima sono andato in chiesa, ero in luoghi pubblici. Dal 1995 c'è un patto di amicizia tra Reggio Emilia e Cutro. Nè credo si possa parlare di un sistema mafia-regione: lo scioglimento del comune di Brescello è stato fatto mentre ero io al governo», ha concluso Delrio.