Reggio Emilia, vandalismo al cantiere di via Luxemburg: Conad è pronto a denunciare gli autori

Ferrarini, direttore generale di Conad Centro Nord: «Stiamo valutando». Oggi va in questura la ditta che esegue i lavori, indaga la Digos

REGGIO EMILIA. Com’era prevedibile, l’azione dei venti giovani che sabato hanno vandalizzato la recinzione del cantiere Conad di via Luxemburg avrà delle conseguenze. Tanto l’azienda di grande distribuzione che la ditta che esegue i lavori, infatti, sono pronte a denunciare i responsabili: Aq16 e Casa Bettola che, poco dopo l’azione dimostrativa, hanno rivendicato il gesto.



La prima parte in causa, ovviamente, è il Conad, proprietario del terreno e titolare di un progetto largamente discusso e osteggiano da residenti e ambientalisti reggiani. Ed è proprio in onore di un presunti ambientalismo che i vandali dicono di aver agito.

La protesta però non si è limitata a urla o striscioni ma è sfociata nel vandalismo e nel danneggiamento e, per questo, ora Conad sta valutando la denuncia. «Ho chiesto ai miei collaboratori di raccogliere tutti gli elementi – ha dichiarato ieri Ivano Ferrarini, direttore generale dell’area Centro Nord – voglio capire esattamente la gravità delle cose. Oggi valuteremo come procedere, quel che certo è che non abbiamo mai avuto contatti con Aq16 e Casa Bettola, è stato un gesto improvviso».

Sta valutando, e soprattutto visionando le fotografie, la Digos della questura, titolare dell’indagine. La responsabilità di Aq16 e Casa Bettola è pacifica, vista che l’azione dimostrativa – così l’hanno definita loro – è stata “firmata” dagli stessi autori. Il punto è di quali presunti reati si sono macchiati gli attivisti. Senza dubbio danneggiamento aggravato, visto che i vandali non solo hanno divelto i pali ma li hanno segati, salendo poi sulla recinzione del cantiere ma senza entrare nella proprietà privata e senza danneggiare i mezzi della ditta presenti all’interno.

Per questo capo d’imputazione si attende la querela di parte: Immaginobil, la società committente di Sicrea che conduce il cantiere di via Luxemburg, dovrebbe recarsi oggi in via Dante a formalizzare la denuncia. La Digos potrebbe poi procedere per manifestazione non autorizzata e travisamento (tutti gli attivisti indossavano tute bianche complete di cappuccio ed una mascherina anch’essa bianca), ma ovviamente i singoli partecipanti dovranno essere identificati uno ad uno.

Il sabotaggio è andato in scena sabato scorso alle 14.40 quando una ventina di giovani, con telecamere e fumogeni alla mano, hanno fatto irruzione nel cantiere, hanno appeso uno striscione («Stop al consumo di suolo. Climate justice now») e hanno tolto i paletti di legno della recinzione, salendovi sopra e abbattendo circa 30 metri.

L’atto dimostrativo è stato filmato e fotografato dagli stessi attivisti, che alle 16.18, in un comunicato ufficiale, hanno rivendicato la paternità dell’azione sottolineandone la tempistica simbolica; difatti il giorno prima gli studenti reggiani sono scesi in piazza per il terzo sciopero globale sul clima, promosso dal movimento Fridays For Future. «Pretendiamo un’assunzione di responsabilità da parte degli organi amministrativi in materia di progettazione del tessuto urbano – hanno scritto – per far sì che si ponga un freno al consumo del suolo e si attui un piano per Reggio Emilia che abbia come scopo primario il benessere del cittadino e la sostenibilità ambientale e non sia asservito agli interessi speculativi delle grandi catene commerciali».