Reggio Emilia, sparito nel nulla da quasi sei mesi: estrapolato il Dna di Sergio Incerti

L’80enne è uscito di casa il 29 marzo e non è più tornato. Unico caso del 2019 nel Reggiano, il figlio: «Vivo in attesa» 

REGGIO EMILIA. «A distanza di sei mesi ancora nessuna traccia convincente: mio padre è sparito nel nulla. Di recente si è volto un incontro in prefettura, insieme a carabinieri e polizia di Stato, durante il quale ho chiesto di estrapolare il Dna, consegnando lo spazzolino e le testine del rasoio da barba del papà». A parlare è Luca, il vigile del fuoco figlio di Sergio Incerti, 80 compiuti l’11 aprile, due settimane dopo la scomparsa.

Domenica prossima saranno passati sei mesi esatti da quel 29 marzo, quando il pensionato, affetto da perdite di memoria a breve termine, si recò dal dottore e, uscito dall’ambulatorio, svanì.


Il giorno seguente le telecamere di un bar tabaccheria di via Teggi immortalarono l’anziano mentre, in sella a una bicicletta da donna ben riconoscibile, pedalava in direzione di Cavriago. Da allora nulla è stato lasciato intentato, nel tentativo di risolvere il rebus: per settimane i colleghi del figlio Luca, nel loro tempo libero, dopo la chiusura delle battute con droni e cani molecolari, hanno setacciato la zona da Cavriago alla Val d’Enza; è stato diffuso l’identikit a livello nazionale, con passaggi a “Chi l’ha visto?”, la trasmissione di Rai3 di Federica Sciarelli; è stata istituita una pagina Facebook per raccogliere segnalazioni (“Cerchiamo Sergio Incerti”); i cacciatori sono stati allertati, così come gli addetti della bonifica con il compito di tagliare l’erba nei canali.

Nonostante ciò, qualsiasi pista si è rivelata un vicolo cieco: l’anziano, insieme alla bicicletta mai trovata, pare inghiottito da un buco nero. «Siamo ancora fermi a quelle immagini del giorno seguente – prosegue Luca – Con l’estrapolazione del Dna, in modo che in caso di rinvenimento di resti si possa eseguire la comparazione e arrivare all’identificazione, abbiamo esaurito le strade percorribili».

Nel frattempo per i familiari di Incerti – la moglie, i figli e i nipoti – i mesi sono trascorsi in un’ansia tormentosa. «È incredibile che una persona possa sparire nel nulla, ma purtroppo è possibile: il nostro è l’unico caso di scomparsa registrato nel Reggiano da inizio anno, ma vicende simili sono numerose. Seguo la cronaca delle province vicine, invano: c’è stato un caso simile sull’Appennino parmigiano, ma non mi sarei mai aspettato che potesse succedere in un territorio antropizzato come il nostro».

La quotidianità si traduce in una perenne sospensione. «Viviamo in attesa. Non si può staccare dalla propria vita, ma non avere una spiegazione è terribile. Per mia madre, che si ritrova da sola, è ancor più dura». Il figlio lancia un nuovo appello e ringrazia tutti coloro che lo hanno supportato: «È importante tenere viva l’attenzione. Magari a qualcuno può venire in mente un particolare».