A Luzzara la presentazione del libro "I mille giorni di Aemilia"

Il più grande processo contro la 'ndrangheta celebrato al nord raccontato nelle 626 pagine del giornalista, Tiziano Soresina, che ha seguito le 195 udienze per la Gazzetta di Reggio. Interverranno l'autore, il direttore della Gazzetta, Stefano Scansani, e l'eurodeputato Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia. Introduce l'incontro il sindaco di Luzzara, Andrea Costa

LUZZARA. Il libro “I mille giorni di Aemilia” – scritto dal giornalista Tiziano Soresina ed edito da Aliberti – verrà presentato giovedì 26 settembre alle 21, al Teatro Sociale di Luzzara.

Alla presentazione saranno presenti l'autore, Tiziano Soresina, giornalista della Gazzetta di Reggio, Stefano Scansani, direttore della Gazzetta di Reggio, Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia, attualmente europarlamentare. Introduce l'incontro il sindaco di Luzzara, Andrea Costa.


Soresina da oltre vent’anni segue le vicende di criminalità organizzata per la Gazzetta di Reggio e nelle 626 pagine della pubblicazione propone le 195 udienze del maxiprocesso, ma anche una quarantina di approfondimenti e il punto sulla sentenza di Cassazione relativa all’altro troncone processuale di Aemilia.

In appendice una “bussola” di 200 luoghi e 860 nomi con relative pagine di riferimento nonché una bibliografia ragionata. Le fotografie sono di Enrico Rossi. Quindi questo  libro non è solo il diario, udienza per udienza, del più grande processo contro la ‘ndrangheta mai tenutosi al Nord Italia. E’ anche tante altre cose. E’ il narrare – grazie ad un poderoso lavoro degli inquirenti, alle rivelazioni dei pentiti, al coraggio dimostrato da alcuni testimoni – di come si siano evoluti trent’anni d’infiltrazione mafiosa nelle terre del Po. Un avanzare più o meno sottotraccia del clan Grande Aracri, affermatosi col tempo come vero e proprio radicamento dal fatturato spaventoso a danno dell’economia che opera nella legalità.

«Quando un’organizzazione mafiosa si fa sistema – scrive nella prefazione Giovanni Tizian, giornalista de L’Espresso da tempo sotto scorta perché minacciato di morte da boss calabresi – vuol dire che ha saputo costruire attorno alla cosca una rete di protezione estesa». Un cancro che mangia anche il cuore del Nord, divenuto tutt’altro che una retrovia della ‘ndrangheta. —

 

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