Reggio Emilia, l’Oreficeria Colombo festeggia i 110 anni di attività

Dal 1909 l’attività di famiglia si trova all’incrocio tra le vie Panciroli e Gazzata. Ora è gestita da Carlo Meli, dalla moglie e dal figlio Matteo, la quarta generazione

REGGIO EMILIA. Il tempo fa un sacco di cose. Cambia, vero. Stringe, mica sempre è vero. Vola, proprio come in questo caso. La storia dell’Oreficeria Colombo, da sempre all’angolo tra via Panciroli e via Gazzata, in pieno centro storico a Reggio, sembra appena cominciata. Anche se, in realtà, è cominciata e prosegue da oltre un secolo.

Una storia al via nel 1909, che giovedì prossimo arriva al suo compleanno numero 110. Una storia fatta di passione per gli orologi e per la meccanica. Una storia fatta di un pizzico di Legnano, di Appennino, di Reggio Emilia.


«Mio nonno Carlo Colombo – racconta l’attuale titolare, Carlo Meli – era originario di Legnano. Era sfollato qui, da un cugino. Il nonno ha sempre avuto il pallino della meccanica. Autodidatta, ha iniziato riparando ferri da stiro. Un giorno ha ricevuto in regalo un orologio che però non funzionava. L’ha sistemato e da lì e incominciato tutto».

Carlo Colombo va al fronte durante la Prima guerra mondiale. Nel 1919 l’attività di orologiaio, intrapresa il 19 settembre del 1909, prende il via a tutti gli effetti.

In un sottoscala tra via Panciroli e via Gazzata.

«Sottoscala che adesso non esiste più – racconta ancora Carlo Meli – a causa di successive ristrutturazioni della casa. In 110 anni di attività ci siamo spostati solo di qualche metro».

I primi tempi? «Non facili, certo. Ma nel giro di poco tempo le prime soddisfazioni lavorative arrivarono. Tanto che a mio nonno Carlo venne affidata la manutenzione degli orologi della piazza del Duomo, del teatro Valli e dei marcatempo delle officine Reggiane».

Nel 1947, dopo la scomparsa di Carlo Colombo, Artemio Meli diventa il titolare. «Mio padre faceva il garzone qui in bottega e, quattro anni prima, aveva sposato – racconta Carlo Meli – mia mamma Cesarina, figlia di Carlo Colombo. Mio padre aveva più l’anima del commerciante rispetto a quella dell’artigiano. E, con il passare del tempo, l’oreficeria e la commercializzazione di orologi affiancarono la tradizionale attività di riparazione. Anche la clientela, fortunatamente, aumentava. Con anche tante persone originarie del nostro Appennino, dove mio padre era molto conosciuto».

Carlo Meli entra in bottega nel 1970. Affiancato dieci anni più tardi dalla moglie Rosa Maria detta Nanà. «Nel 2004 – aggiunge Carlo – mio padre Artemio è scomparso e, dopo poco, è subentrato in negozio nostro figlio Matteo».

La quarta generazione che si sussegue in bottega. Una bottega sempre lì, all’angolo tra via Panciroli e via Gazzata. Da 110 anni. Da Carlo Colombo a Matteo, passando da Artemio e Carlo Meli, nonno e papà di Matteo.

E con idee chiare sul futuro, nonostante le difficoltà rimarcate da tempo da chi, in centro, lavora e gestisce attività commerciali: «Stare al passo con i tempi, evolvendo – spiega Carlo Meli, svelando i segreti della sua attività – E mantenendo quello splendido rapporto con la nostra clientela. Che è cambiata, come sono cambiati Reggio Emilia e il centro storico. Ricordando che in negozio da noi, in tanti passano anche solo per fare due chiacchiere: di attualità, di orologi, di Reggio e dei reggiani. E di basket, l’altra grande passione di famiglia».

Tanto da realizzare, nel settembre del 2018, una mostra dedicata ai giocatori che hanno scritto la storia della pallacanestro della nostra città. Centodieci anni e non sentirli. Lì, all’angolo tra via Panciroli e via Gazzata. In pieno centro storico. Il tempo vola, si sa. D’altronde il tempo fa un sacco di cose.