Torna la paura: due testi non si presentano

Lui vide un killer di Vasapollo e poi ritrattò, lei era con Sarcone nel viaggio con le divise dell’Arma usate nell’agguato

REGGIO EMILIA. Torna la paura in un’udienza in odore di mafia. È accaduto diverse volte nel maxiprocesso Aemilia, fra reticenze e testimoni con il terrore negli occhi (uno è persino fuggito all’estero pur di non avere più a che fare con certe vicende).

Ieri è accaduto in Assise nel procedimento che vuole fare chiarezza sui due omicidi avvenuti nel 1992 a Reggio Emilia e Brescello.


Non si sono presentati due testimoni di rilievo. In primis l’uomo che 27 anni fa vide delle persone sospette aggirarsi attorno all’abitazione di Nicola Vasapollo prima che venisse fatto fuori. Successivamente disse di aver riconosciuto al 70% in Antonio Macrì uno dei killer, per poi ritrattare. Un dietrofront che secondo il pentito Antonio Valerio ha una ragione ben precisa: «Quel testimone venne avvicinato...». Ha preferito non deporre neppure l’allora fidanzata di Nicolino Sarcone che nel ’92 l’avrebbe accompagnato nel viaggio con le divise da carabinieri poi usate dagli assassini nell’agguato mortale a Giuseppe Ruggiero. Il pm Beatrice Ronchi ha chiesto ed ottenuto l’accompagnamento coattivo di questi due testimoni e se ne occuperà la squadra mobile a portarli a deporre nella prossima udienza in cui potrebbe essere sentito anche Nicolino Sarcone (già condannato in primo grado a 30 anni di carcere per queste vicende) anche se il pm Ronchi non ha ancora deciso sul punto.

Nella giornata in cui sul banco dei testimoni sono sfilate le donne, ha chiuso il cerchio un’ungherese di 52 anni, nel 1992 ballerina nei night di Reggio Emilia e Modena. Ebbe una breve relazione con il fratello di Domenico Lucente (quest’ultimo come mandante di questi omicidi venne condannato all’ergastolo e si era poi suicidato in carcere). Dice che nel settembre-ottobre ’92 («Non ricordo esattamente») rimase con un’amica, per una settimana , in un appartamento a Modena messole a disposizione dal fidanzato: «All’improvviso ci disse che dovevamo andare via perché era uccesso un casino ed era molto preoccupato. Oggi (ieri per chi legge, ndr) parlando con la vedova ho capito il perché: era stato ammazzato Giuseppe Ruggiero...». —

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