Casa a fuoco a Correggio, il racconto: «Mio figlio urlava e c’erano fiamme altissime. Un incubo»

Il drammatico racconto della madre del 33enne rimasto gravemente ustionato nell'incendio della sua abitazione in via San Francesco 

Correggio, appartamento distrutto in un incendio: "Mio figlio è in ospedale"

CORREGGIO. «Abbiamo sentito mio figlio urlare e siamo corsi su. C’erano le fiamma altissime. Un incubo...». Il drammatico racconto è della mamma di Matteo Lusuardi, che, con il marito, abita l’appartamento sottostante a quello del figlio nella bella palazzina gialla a due piani di via San Francesco, al civico 4.

Risponde alle domande mentre rientra a casa ancora visibilmente provata dalla notte appena trascorsa e con la preoccupazione per i congiunti rimasti feriti, soprattutto il figlio Matteo, ricoverato in Rianimazione e con prognosi riservata.. Il giorno dopo l’incendio, nel quale il 33enne è rimasto gravemente ustionato insieme al padre, di quel dramma restano le tracce lasciate dal fuoco sulle pareti al secondo piano e il nastro bicolore attaccato al portone per circondare i resti di mobilia bruciata accatastata fuori sulla strada.

«Era circa l’una – prosegue – Abbiamo cercato tutti e tre di spegnere le fiamme. Non so esattamente cosa sia successo a mio figlio perché anche io cercavo il più possibile di buttare acqua. Mio marito e mio figlio erano vicino a un divano di tessuto sintetico e provavano anche loro a spegnere il fuoco. Ma quel materiale bruciava rapidissimo e il calore deve averli ustionati entrambi alle gambe. Io a un certo punto sono corsa fuori anche per portare lontano il cane che era spaventatissimo. Poi sono arrivati i soccorsi».

«Mio figlio è stato portato prima all’ospedale di Reggio Emilia, poi da lì è stato trasferito a Parma – va avanti – Mio marito invece è rientrato: ha una gamba ustionata». Una notte terribile anche per i vicini di casa richiamati fuori dalle urla e dalle sirene spiegate dei mezzi di soccorso. «Sono rimasti qui fino alle 3 – racconta una signora che abita sulla stessa strada – Non abbiamo chiuso occhio. Siamo tutti scossi per quanto accaduto e speriamo si risolva tutto in meglio». —

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